Falsi esami all’università: chiesti 4 anni

1 Ottobre 2019

Dopo il professor Panzone, il pm ha chiesto la condanna solo per l’ex sindaco di Manfredonia

PESCARA. Arrivano le richieste dell’accusa nel processo sui falsi esami all’Università d’Annunzio di Pescara: quello che resta del procedimento iniziale che vedeva come principale protagonista il professor Luigi Panzone che ha già definito la sua posizione sia in primo che secondo grado di giudizio (l’appello ridusse la pena a 3 anni e 11 mesi di reclusione). Per conoscere la sentenza bisognerà comunque attendere l’11 novembre prossimo quando, dopo le repliche, il collegio si ritirerà in camera di consiglio per la sentenza.
Sul banco degli imputati si trovano l’ex sindaco di Manfredonia, Angelo Riccardi, l’imprenditore pugliese Michele D’Alba e la compagna di Panzone, Joelle Touiton. La pubblica accusa, sostenuta dal pm Marina Tommolini, ha concluso la sua requisitoria chiedendo la condanna a 4 anni per il solo Riccardi, per i reati di falso e peculato (per l’utilizzo dell’auto di servizio del Comune con la quale si sarebbe recato più volte a Pescara per gli esami), mentre ha chiesto l’assoluzione piena, perché il fatto non sussiste, per gli altri due imputati. Peraltro va evidenziato che sul reato di corruzione contestato a D’Alba (che lo avrebbe consumato con Panzone), si era già espressa la Corte d’appello dell’Aquila che sul punto aveva assolto il professor Panzone.
Nella requisitoria il pm ha dunque puntato il dito soltanto su Riccardi e in particolare su un esame, quello di Matematica con il professor Visini, che non sarebbe mai stato sostenuto da Riccardi. «Il processo», ha detto il pm Tommolini, «non ripaga tutti quegli studenti che hanno lavorato duramente per superare gli esami».
E ha sottolineato un sistema che non riguardava solo il professor Panzone. Citando, fra le altre cose, anche un’intercettazione tra Panzone e la sua compagna dove quest’ultima se la prenderebbe con Riccardi e nella quale si parla di nove regali (tanti sarebbero stati gli esami inizialmente contestati nella vicenda giudiziaria): «Tu gli hai fatto nove regali e quello manco ti aiuta». Panzone voleva infatti un aiuto per riacquistare la sua abitazione andata all’asta. Il professor Vincenzo Muscatiello, docente di procedura penale a Foggia, che assiste l’ex sindaco insieme a Giuliano Milia, prima di chiedere l’assoluzione ha ricostruito la vicenda con l’ausilio di una lavagna luminosa, citando scrittori e filosofi e persino lo statista Aldo Moro, quale autore del libro “Unitaria spinta al delitto” per smontare l’accusa di peculato. (m.cir.)
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