«Falsi invalidi al concorso Asl»

27 Marzo 2015

L’esame da impiegati finito all’una di notte, ecco il racconto di un disabile ai carabinieri del Nas

PESCARA. Si è alzato alle 6, ha preso il treno da un paese della Val Pescara e ha raggiunto l’ospedale di Pescara con un autobus della Gtm. Poi, ha aspettato fino alle 22,35: a quell’ora è stato chiamato per sostenere l’esame e dopo di lui c’erano altri 15 candidati in attesa. È un disabile, in una denuncia ai carabinieri del Nas, a raccontare il suo concorso alla Asl. Un concorso riservato agli invalidi per due posti da impiegati a tempo indeterminato e andato avanti a oltranza: è cominciato mercoledì 25 febbraio alle 9,30 ed è finito più di 16 ore dopo, alle 0,55, quando era già arrivato giovedì: «Non immaginando questi orari, i farmaci da prendere nel pomeriggio non me li ero portati», dice. La sua possibilità di essere assunto come impiegato, se l’è giocata in 13 minuti. «Chiamata e firma compresa», assicura, «invece, i colloqui del mattino sono durati mediamente 45 minuti».

L’esposto sul concorso da coadiutori amministrativi è uno sfogo: «Sinceramente, non ho mai sentito di una selezione pubblica, poi per invalidi, durata dalle 9,30 a oltre le 24. Dico questo perché dopo di me c’erano ancora 15 candidati da valutare».

Al concorso si sono presentati 45 candidati ma una ragazza dopo aver risposto «presente» all’inizio, poi, ha abbandonato l’aula e quando è stata chiamata, alle 18,35, era assente. Dei due posti in palio, uno è andato alla figlia di un collaboratore del direttore generale Asl Claudio D’Amario. I primi due classificati saranno assunti per tre mesi e faranno un tirocinio di 36 ore a settimana pagato 600 euro al mese. Il tirocinio, «rinnovabile», è il lasciapassare per l’assunzione.

Sono già due le denunce presentate ai Nas, oltre a una lettera di protesta inviata a D’Amario. La denuncia del disabile prosegue fino a chiedere l’annullamento del concorso e la ripetizione con una nuova commissione: «Mi chiedo e vi chiedo se quanto accaduto è normale, personalmente non ho le competenze per rilevare dei reati sull’accaduto ma ce ne vedo». Secondo la Asl, il concorso è stato regolare: una delibera del direttore generale attesta la «regolarità degli atti». Lo stesso D’Amario, ricordando di «non occuparsi né di concorsi né di appalti», ha espresso «fiducia» sull’operato della commissione formata dal presidente Vero Michitelli, direttore del settore Gestione risorse umane, da Francesca Rancitelli, direttrice del dipartimento Affari legali, e Fabrizio Verì.

Il disabile rivela che stava per chiamare le forze dell’ordine già durante la prova: «Sono stato tentato di chiamare la forza pubblica per denunciare la situazione nella sua assurdità ma siccome nessuno dei candidati ha sollevato questa eventualità ho preferito tacere. Sottolineo, da vero invalido, il malessere sia fisico che psicologico per questa attesa così prolungata e di sentirmi beffeggiato per la valutazione sia per le mie qualifiche, sia per il mio passato lavorativo di certo conformi alle caratteristiche richieste dalla selezione». Poi, il disabile mette in dubbio l’invalidità dei candidati «con percentuali minime sospette»: «Qui è peggio di quando si miri all’assegno di invalidità in quanto si appropriano (per non dire rubare) il lavoro a un vero invalido». Ma, a notte fonda, con i mezzi pubblici fermi come è tornato a casa? «Fortunatamente, ho potuto usufruire della benevolenza di amici che mi sono venuti a prendere e mi hanno ospitato».

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