Famiglia intossicata in casa dalla stufa a legna

22 Gennaio 2017

Francavilla: madre, padre e figlio soccorsi d’urgenza nell’abitazione di via Tosti A salvarli è stata la provvidenziale chiamata dei vicini al 118

FRANCAVILLA AL MARE. Tre intossicati da monossido di carbonio, ieri, a Francavilla. Tragedia sfiorata per una famiglia residente al Foro, che per scaldarsi aveva acceso una stufa a legna. È accaduto ieri mattina, in via Tosti, una delle zone che in questi giorni sono state messe in ginocchio dal maltempo, ma che non fa parte di quei quartieri che hanno avuto più a lungo interruzioni di energia elettrica.

Fatto è che i tre componenti la famiglia: madre, padre e un figlio di 49 anni, sono stati salvati grazie alla prontezza di intervento di alcuni vicini, i quali avevano avvertito uno strano odore provenire dall'abitazione. Sono riusciti a farsi aprire, e subito hanno spalancato le finestre per far purificare l'aria, nel frattempo qualcuno ha chiamato il 118, che qualche minuto dopo è intervenuto con un’ambulanza per trasferire i due uomini e la donna all'ospedale Santissima Annunziata di Chieti. I tre erano ancora coscienti, ma già provati alle esalazioni del monossido. Tant’è che se i soccorsi non fossero scattati con tempestività sarebbe potuto accadere il peggio. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri di Francavilla, agli ordini del comandante Antonio Solimini. Una volta in ospedale, i medici hanno giudicato non gravi le condizioni della famiglia.

Per scaldarsi, gli inquilini di via Tosti avevano utilizzato una stufa a legna, che al momento sembra essere la causa della perdita di monossido di carbonio dal momento che non sarebbero state riscontrate anomalie nella rete del gas. Il fatto arriva pochi giorni dopo l’analogo incidente che ha coinvolto una coppia di contrada Foro che per per trovare un po’ di conconforto in casa, per scaldarsi, avevano attivato un gruppo elettrogeno nel garage, in un punto di mezzo tra l'interno e l'esterno, mentre nell’abitazione avevano una stufetta. Secondo i soccorritori, i gas del gruppo elettrogeno sarebbero risaliti in casa attraverso la canna fumaria diffondendosi nell'ambiente domestico e determinando gli effetti pericolosissimi del monossido di carbonio. Il figlio della coppia, alla mancanza di risposta da parte dei genitori, si era insospettito e una volta sul posto, dopo ripetuti squilli di citofono, ha trovato la madre ad accoglierlo in uno stato di strano torpore. Era entrato in casa e aveva visto che il padre era incosciente. Aveva aperto subito aperto le finestre e chiamato il 118.

Non basta. Solo due giorni fa, a Brittoli, la tragedia: il veleno sprigionato in un'abitazione senza corrente elettrico da un gruppo elettrogeno ha ucciso una coppia di anziani di 81 e 76 anni. Prima di mettersi a letto, i coniugi avrebbero posizionato il generatore dentro casa, e i due anziani sono sprofondati in un sonno profondo senza risveglio. Episodi che parlano chiaro: utilizzare generatori di corrente senza le dovute accortezze può risultare fatale.

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