Famiglia vive isolata nella riserva

«La strada è buia e non possiamo rientrare in casa con la macchina»
PESCARA. Non avere la possibilità di entrare a casa con l’auto, dover fare centinaia di metri per raggiungere una pensilina del bus, non avere l’illuminazione pubblica sulla strada, essere alla mercé di tutti gli sbandati che circolano di notte. Sono i problemi che vivono ogni giorno Ivonne Leone, la figlia Elisa e i suoi due nipoti, che abitano nel mezzo della riserva naturale situata sulla riviera nord di Pescara (civico 331), in un’oasi di verde che però è fonte di mille pensieri. L’abitazione di questa famiglia è stata realizzata nel 1952 e allora le cose erano diverse perché la lingua di strada che taglia la riserva e dove si trova l’accesso alla casa era percorribile. Poi, però, con il passare del tempo, le cose sono cambiate e via via questo edificio si è trovato sempre più isolato. Dapprima è diventato inaccessibile con le auto dal lungomare, perché l’ingresso alle auto è stato chiuso, e poi è arrivato lo sbarramento anche sull’altro versante, quello che guarda ai monti e dà sulla cosiddetta strada parco e su via Acquacorrente.
Il clou due giorni fa quando è stata posizionata sul percorso di Filò, proprio all'altezza della casa, una lunga rete arancione che ha transennato l’area di cantiere impedendo il passaggio pedonale. Impossibile passare non solo per questa famiglia ma anche per chi transita di qui per raggiungere la riviera (e infatti qualcuno ha subito tagliato la rete). Ripercorrendo le tappe di questa odissea, Antonella Ruscitti, un’altra figlia di Ivonne, ricorda che «fino a 20 anni fa la mia famiglia pagava una quota al Demanio, circa 500 euro di oggi, per accedere a casa dalla riviera. Poi abbiamo deciso che non avremmo più pagato, considerata la cifra, e comunque l’accesso ai mezzi è stato chiuso ed è rimasto aperto solo ai pedoni. Avevamo a disposizione l’ingresso che dà sull’ex tracciato ferroviario ma ora non c’è più neppure quello. I nostri appelli al Comune sono caduti nel vuoto: ci sembra assurdo che non abbiamo il diritto di entrare in casa». Gli stessi problemi riguardano l’abitazione a fianco, ma è rimasta vuota, per cui l’anziana signora Leone si sente davvero isolata. «La zona non è sicura», dice, «in caso di pioggia si allaga tutto, la notte è buio e si aggirano brutte persone. Come arriverebbero qui le forze dell’ordine? E un’ambulanza?». Del caso si è interessato più volte Armando Foschi, a lungo consigliere comunale, ma il tanto atteso sì dei tecnici dell'ente non è mai arrivato.
Flavia Buccilli
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