Famiglie, crescono il reddito e l’occupazione femminile

Ecco il rapporto di Bankitalia: regione in lenta ripresa, più ottimismo per il futuro
Le famiglie abruzzesi sono meno povere rispetto alla media del Paese e del Mezzogiorno. È una regione in lenta ripresa, con l'aumento dei consumi e le opportunità offerte dal Pnrr a fare da traino, quella delineata dal Rapporto annuale 2022 di Bankitalia sull'economia, presentato ieri a Pescara. Tra i settori che fanno registrare netti segnali positivi, il farmaceutico, l'edilizia e il turismo. Crescono gli investimenti delle imprese su efficienza energetica e fonti rinnovabili grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Nel report spicca un altro dato: a fronte di una flessione generale dell'occupazione dello 0,3%, soprattutto tra i lavoratori autonomi, aumenta la componente femminile nel mondo del lavoro, con un +1,4%.
INDUSTRIA IN AFFANNO. Secondo l’indicatore trimestrale dell’economia regionale elaborato dalla Banca d’Italia, il 2022 è stato caratterizzato da un rallentamento della ripresa economica seguita alla fase recessiva innescata dall’emergenza sanitaria. Il prodotto interno lordo è cresciuto del 3,3% contro il 3,7% registrato in Italia, con una dinamica che si è progressivamente attenuata durante l’anno. «I livelli di attività nell’industria», ha spiegato il responsabile della Filiale della Banca d'Italia dell'Aquila, Giuseppe Ortolani, «sono tornati lievemente a ridursi, restando al di sotto dei valori del 2019». Gli aumenti dei prezzi, praticati dalle aziende in risposta ai rincari energetici, hanno contenuto la contrazione dei margini di profitto, ma le difficoltà nell'approvvigionamento delle materie prime hanno determinato rallentamenti dei ritmi produttivi soprattutto nell’automotive, il principale comparto dell’industria manifatturiera regionale.
SI INVESTE IN ENERGIA PULITA.
Le aziende abruzzesi investono poco, tranne che nel comparto dell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, con un aumento significativo della produzione e dell’utilizzo di energia pulita nella regione.
È uno degli elementi che caratterizza il Rapporto di Bankitalia, che mette in evidenza anche come «le esportazioni del comparto manifatturiero regionale siano cresciute del 2,1%, seppure fortemente penalizzate dall’andamento negativo delle vendite di mezzi di trasporto». Il picco più alto, nella crescita dell’export, lo segna il farmaceutico. «L’attività nel comparto delle costruzioni ha continuato a espandersi in modo marcato», spiega Bankitalia, «sospinta dagli incentivi fiscali. Nelle aree colpite dagli eventi sismici del 2009 e del 2016-201717, sono proseguite le attività di ricostruzione e di rilancio economico e sociale, che si avvalgono anche del contributo del Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza».
Le compravendite di abitazioni sono aumentate dell' 8,7%, ma a un ritmo decisamente inferiore all’anno precedente. I prezzi delle case sono ancora saliti, anche se in misura contenuta.
BENE IL TURISMO. Il commercio ha beneficiato della ripresa dei consumi (+5,5%), solo in parte frenata dall’inflazione elevata e dal marcato deterioramento del clima di fiducia delle famiglie. Ma il vero balzo in avanti è quello del comparto turistico, con un 23% di presenze, in Abruzzo, rispetto al 2021, ben al di sopra dei valori rilevati prima della pandemia, anche grazie alla significativa crescita del numero di visitatori stranieri. Dopo il forte recupero del 2021, i risultati delle imprese sono lievemente peggiorati: il ricorso all’ampia liquidità accumulata a partire dal 2020 ha contribuito a mitigare gli effetti negativi dei rincari delle materie prime sugli equilibri finanziari delle aziende, anche di quelle appartenenti ai settori a elevato consumo di energia. I prestiti alle imprese sono cresciuti del 2,6%, trainati dai finanziamenti alle aziende medio-grandi, in particolare quelle del comparto manifatturiero, con una contrazione sempre più accentuata dei crediti alle pmi.
PIù DONNE AL LAVORO. Lo scorso anno, dopo il recupero del 2021, la dinamica dell’occupazione si è indebolita (-0,3%), con un calo evidente tra i lavoratori autonomi. Di contro, evidenzia Bankitalia, è proseguita la ripresa della componente femminile (+1,4%), penalizzata durante l’emergenza sanitaria. La creazione di posti di lavoro ha riguardato per lo più forme contrattuali a tempo indeterminato, alimentate anche dalla conversione di pregresse posizioni a termine. Si è assunto più personale nel terziario e nelle costruzioni dove, secondo le stime, «un significativo contributo alla crescita dell’occupazione potrebbe derivare dalla realizzazione dei progetti finanziati dal Pnrr». L’incremento dei prezzi (+12,6% a dicembre) ha determinato una riduzione del reddito disponibile delle famiglie abruzzesi, con un impatto più marcato per le fasce più basse. MUTUI PER LA CASA. È proseguita la ripresa dei finanziamenti bancari alle famiglie, sostenuta sia dal credito al consumo (+5,9%), sia dai mutui per l’acquisto di abitazioni (+4,0%), «anche se questi ultimi hanno cominciato a risentire dell’aumento dei tassi di interesse nella seconda parte dell’anno» si legge nel report. «In un contesto di crescente attenzione alla qualità del credito, le politiche di offerta delle banche sono diventate generalmente meno distese. Il flusso di nuovi crediti deteriorati ha continuato a mantenersi nel complesso su livelli contenuti (1,3%): l’incidenza delle consistenze sul totale dei prestiti si è ridotta al 4,9%, anche per l’elevato ammontare delle operazioni di cessione di crediti deteriorati realizzate nell’anno».
La liquidità detenuta da imprese e famiglie sui depositi bancari permane su livelli storicamente elevati, ma con una battuta d'arresto rispetto al 2021. È cresciuto il ricorso delle famiglie all’investimento in titoli di Stato e obbligazioni, incentivato dal rialzo dei rendimenti di mercato. Infine, per quanto riguarda gli investimenti fissi degli enti pubblici locali, in lieve calo nel 2022, Bankitalia prevede che «nei prossimi anni saranno sostenuti, oltre che dai fondi strutturali, anche dalle risorse del Pnrr che, se spese integralmente, produrranno un significativo incremento della spesa per investimenti 2023-26. Il debito delle amministrazioni locali si è ulteriormente ridotto, collocandosi al di sotto della media nazionale».
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