Famiglie e negozi, 90mila euro

31 Marzo 2020

L’assessore Petrucci: «Siamo al lavoro per individuare i criteri»

PENNE. L’effetto coronavirus comincia a farsi sentire nelle tasche dei pennesi. Lo stop alle attività lavorative ha già mandato in crisi tante famiglie che, giorno dopo giorno, faticano a mettere in tavola qualcosa da mangiare. Il Governo ha assegnato 90.716,11 euro al Comune di Penne nell’ambito delle “misure urgenti di solidarietà alimentare”. L’amministrazione del sindaco Semproni dovrà ora decidere le modalità d’assegnazione della somma attraverso una delibera di giunta, ma potrebbe avvenire anche attraverso un’ordinanza sindacale.
La priorità sarà per coloro che non ricevono già un sostegno pubblico. «La crisi di liquidità sta investendo un numero enorme di famiglie della città», afferma l’assessore al Bilancio Gilberto Petrucci (nella foto), «in molti hanno perso le loro fonti di reddito ed è necessario intervenire immediatamente. Siamo molto preoccupati. I fondi messi a disposizione dal Governo per la “solidarietà alimentare” sono l’unica somma aggiuntiva finora disponibile per i Comuni».
Dopo l’annuncio del primo ministro Giuseppe Conte già tanti cittadini hanno bussato alle porte del municipio esasperati. Mancano ancora le linee guida. «Tutti sono convinti che i sindaci possano dare. Secondo l’ordinanza della Protezione civile», sottolinea Petrucci, «con il contributo i Comuni potranno acquistare buoni spesa per generi alimentari destinanti alle famiglie o direttamente i beni. Per la distribuzione si occuperà il Terzo settore. La priorità sarà data alle famiglie che non ricevono già un sostegno pubblico, reddito di cittadinanza o d’inclusione. Auspico altri interventi statali. Tuttavia siamo già a lavoro per individuare gli esercenti, e con i servizi sociali abbiamo acquisito le prime informazioni per costituire la platea dei beneficiari. A breve», conclude l’assessore al bilancio, «approveremo una delibera di giunta per indicare i criteri con i quali assegnare i fondi alle famiglie che, a causa dell’emergenza, sono in difficoltà economiche».(f.bel.)
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