Famiglie in crisi dopo il Covid: il Comune paga bollette e affitti

7 Agosto 2020

In arrivo contributi fino a 700 euro per coloro che non ce la fanno a coprire le spese di prima necessità Le domande si presentano nei dieci punti di ascolto gestiti dalla Caritas, si parte lunedì prossimo

PESCARA. Si possono presentare da lunedì prossimo, nei punti di ascolto gestiti dalla Caritas, le domande per ottenere dal Comune i contributi per pagare le spese di prima necessità, come beni alimentari, affitti, bollette, vestiario. Verranno erogati fino a 700 euro. Si tratta del sistema adottato dall’amministrazione comunale per aiutare le famiglie che si trovano in difficoltà economiche a seguito del lockdown, ossia i tre mesi in cui il Paese si è fermato per l’emergenza coronavirus.
Il via libera agli aiuti è arrivato venerdì scorso dalla giunta, che ha approvato una delibera con cui sono stati stanziati 50mila euro per questa operazione, chiamata non a caso «Una mano tesa». Ieri, l’iniziativa è stata presentata nei dettagli dal sindaco Carlo Masci, dall’assessore Nicoletta Di Nisio e dalla responsabile Caritas dei punti di ascolto Viviana Di Cesare. Erano presenti anche i consiglieri comunali Massimiliano Pignoli e Berardino Fiorilli.
FAMIGLIE IN CRISI. Impossibile avere un numero esatto delle persone che si sono trovate in difficoltà economiche dopo la prima fase dell’emergenza coronavirus. Potrebbero essere centinaia, o forse migliaia. L’assessorato alle politiche sociali ha indicato oltre 200 cittadini che, in conseguenza del lockdown, a partire dal mese di giugno, ossia dalla riapertura degli sportelli nei punti di ascolto, hanno richiesto al Comune qualche forma di sostegno economico.
Da qui, la decisione della giunta di stornare una parte delle risorse, destinate originariamente al progetto Mi impegno per Pescara, per aiutare coloro che maggiormente hanno subìto le conseguenze economiche sociali del lockdown. «Si tratta di aiuti che si aggiungono a quelli che già eroga il Comune», ha fatto presente Masci, «ora stiamo ragionando se aumentare l’importo già stanziato». «Oltre ai poveri già censiti dai nostri uffici», ha spiegato Di Nisio, «ci siamo resi conto che questa pandemia ha prodotto anche difficoltà economiche in chi, solitamente, non ha una soglia di reddito tale da poter accedere automaticamente agli aiuti sociali. Sono quelle famiglie che prima del Covid avevano un reddito e che, in seguito alla pandemia, hanno dovuto chiudere le loro attività, ritrovandosi senza alcun reddito, ma con una dichiarazione dei redditi, riferita all’anno scorso, che non le inquadrava come persone in difficoltà».
AIUTI PER LE SPESE. Il sostegno economico non potrà superare la cifra massima annua di 700 euro per famiglia. L’importo verrà erogato con la procedura adottata per il Pronto intervento sociale ai cittadini con un reddito Isee 2020 non superiore a 8.000 euro. Gli aiuti serviranno per pagare spese maturate tra gennaio e settembre di quest’anno, come le bollette per le utenze domestiche, i canoni di affitto di abitazioni private (non Ater), viaggi per visite mediche, vestiario, farmaci, beni alimentari e di prima necessità, ausili e presidi sanitari, rette extra scolastiche e ricreative per figli minorenni, assicurazioni auto.
VIA ALLE DOMANDE. I modelli delle domande si possono reperire da lunedì nei punti di ascolto gestiti dalla Caritas (l’elenco è pubblicato nella tabella in alto). Le richieste verranno protocollate e inviate agli assistenti sociali, i quali contatteranno telefonicamente gli interessati per avere l’elenco delle spese da coprire.
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