Farindola, Lacchetta riparte da Rigopiano

29 Maggio 2019

Il sindaco rieletto con il 59% delle preferenze pronto a riaprire il campeggio e il rifugio Tito Acerbo

FARINDOLA. Farindola riparte da Ilario Lacchetta e punta al rilancio di Rigopiano già per l’estate del 2020. Il giovane ingegnere di Farindola, che ha avuto la meglio sulla lista “Farindola insieme” guidata da Antonio De Vico, 56 anni, già sindaco di Farindola dal 1995 al 2004 e poi dal 2009 al 2014, non ha nascosto la sua commozione dopo la riconferma ricevuta dalla cittadinanza. Non era facile dopo la tragedia di Rigopiano avere la forza di continuare ad andare avanti con il suo mandato, invece Lacchetta ci ha sempre creduto. La sua lista ha ottenuto il 58,90% con 526 preferenze complessive. Si è fermato invece al 41,10%, con 360 voti complessivi, De Vico.
«È stata una vittoria straordinaria. È per me motivo di grande orgoglio e soddisfazione aver ricevuto la possibilità di continuare ad amministrare il mio paese», dice Lacchetta. «Ringrazio tutti i farindolesi, tutti coloro che hanno manifestato con il loro voto una grande partecipazione popolare e democratica. Dopo tutto quello che abbiamo passato dobbiamo ripartire con ancora più convinzione e slancio. Per me personalmente l’affetto della gente e la riconferma come sindaco sono un’iniezione di fiducia straordinaria», ha detto Lacchetta, che poi è tornato a parlare del processo Rigopiano e della necessità di rilancio del territorio. «Ci sarà un processo dove dimostrerò la mia innocenza e tutto quello che ho fatto in quei giorni. Saranno i giudici a decidere se ho delle responsabilità o meno. Essere riconfermato dalla cittadinanza è comunque motivo di orgoglio e testimonia il lavoro svolto in questi anni. A breve a Rigopiano riaprirà la Tana del Lupo e nel 2020 ripartirà il campeggio, finanziato con i fondi per la ricostruzione, ed il rifugio albergo Tito Acerbo. Ci prepariamo, nel rispetto di quel che è accaduto e delle vittime, al rilancio di Farindola dal punto di vista turistico», ha concluso Lacchetta.
Il rifugio Tito Acerbo si trova a poche centinaia di metri dall’area dove si trovava l’Hotel Rigopiano, ma non è stato neppure sfiorato dalla valanga che ha travolto il resort causando la morte di 29 persone. Il rifugio Tito Acerbo, costruito dalla Milizia Forestale, e inaugurato nel 1933, è solo a un passo dal “cono”, la zona interessata dalla valanga che, dopo essersi staccata dal Monte Siella, si è incanalata nella Grava di Valle Bruciata, sino a raggiungere e travolgere l'hotel Rigopiano.
ELEZIONI ABBATEGGIO
In merito alle preferenze ottenute dalla lista vincente “Uniti per Abbateggio”, c’è da segnalare che i voti ottenuti da Fernando Martelli sono 29 e non 23 come erroneamente riportato. Ce ne scusiamo con i lettori e con l’interessato.
Francesco Bellante