Farindola riparte dal ristorante-hotel

Domenica s’inaugura “La Cuccumella”, la struttura avviata dalla coop di ex dipendenti del resort distrutto dalla valanga
FARINDOLA. Farindola riparte da “La Cuccumella”. È questo il nome che la Coop di produzione lavoro “Turismo terre vestine” ha scelto per il ristorante, pizzeria e albergo che sarà gestito dai ragazzi ex dipendenti dell’hotel Rigopiano.
Un ristorante da 100 coperti e un albergo da cinque camere con 12 posti letto. La coop ha anche allestito un’area relax all'esterno della struttura con una piccola piscina a disposizione dei clienti. Nel dialetto farindolese cuccumella sta a significare un contenitore da cucina. Ed è proprio da un simbolo della tradizione popolare che gli ex dipendenti del resort Rigopiano, andato distrutto dalla valanga del 18 gennaio scorso, vogliono ripartire.
Domenica ci sarà l'inaugurazione e il 26 luglio l’apertura al pubblico. «C’è grande soddisfazione», spiega il presidente della Coop Turismo terre vestine, Franco Misero. «Noi ragazzi abbiamo determinazione, convinzione e voglia di fare. Abbiamo accettato questa sfida con entusiasmo e siamo contenti che le comunità di Penne e Farindola, così come molte aziende locali e nazionali, abbiano sostenuto la nostra iniziativa», conclude Misero.
Tutti i ragazzi della coop hanno avuto un trascorso più o meno lungo come dipendenti del resort Rigopiano. Tutti sono scampati alla tragedia perché quel 18 gennaio non erano al lavoro. Per loro adesso è una ripartenza, anche se il dolore per la perdita di tanti amici è ancora una ferita aperta. «Ripartire è sempre dura, a maggior ragione dopo una catastrofe del genere. I colleghi morti a Rigopiano», afferma il 39enne Gianni Nebbioso, per 5 anni cameriere del resort e oggi uno dei promotori della Cuccumella, «resteranno per sempre con noi, nei nostri cuori. Dobbiamo ripartire anche per il nostro paese. Siamo all’inizio di una nuova avventura dopo aver perso amici, colleghi, e un posto di lavoro che dava da vivere alle nostre famiglie. Vogliamo che il nostro paese continui a vivere e per fare ciò abbiamo deciso di rimboccarci le maniche. L’alternativa di lasciare il paese e andare a lavorare fuori non mi ha mai sfiorato, anche se capisco che sarebbe stata forse la strada più facile da intraprendere. Viviamo in una realtà dura, sempre più difficile, ma alla quale siamo molto legati. Riuscire a lavorare nel posto che si ama è un valore troppo importante. Vogliamo lavorare per noi e per il nostro paese».
Soddisfatti anche i vertici di Wolftour. «Siamo al lavoro come tour operator per valorizzare la Cuccumella, e già abbiamo avuto diverse prenotazioni anche dall’estero, da Francia e Olanda in particolare. Come socio sovventore dell’iniziativa stiamo predisponendo tutte le iniziative per far in modo che il progetto Cuccumella decolli», spiega Antonio Stroveglia, direttore Wolftour.

