Farindola, tutto il paese ai funerali di Alessandro Giancaterino

24 Gennaio 2017

Nella chiesa di San Nicola le prime esequie di una delle vittime della valanga che ha travolto l'Hotel Rigopiano: il maitre dell'albergo aveva 42 anni. Sul sito dell'Inter le condoglianze del club alla famiglia

FARINDOLA. E' iniziato nella chiesa di San Nicola Vescovo a Farindola il primo funerale di una vittima del disastro dell'hotel Rigopiano. Si tratta del maitre dell'albergo Alessandro Giancaterino, 42 anni di Farindola, paese che si trova a pochi chilometri dal luogo dove è caduta la valanga.

La chiesa è gremita e la bara è stata portata a spalla sotto la pioggia dal Comune, dove era stata allestita la camera ardente. Il corteo funebre è stato accompagnato dal gonfalone di Farindola. Ci sono i familiari di Giancaterino, tra cui la moglie Erika e il fratello Massimiliano, il prefetto di Pescara Francesco Provolo e il sindaco di Farindola Ilario Lacchetta. È presente anche Fabio Salzetta, il tuttofare dell'hotel Rigopiano, scampato al disastro, che ieri sera ha saputo della morte della sorella Linda, che lavorava all'albergo come estetista ed è stata estratta cadavere dalle macerie. I due sono di Farindola. Nel pomeriggio a Penne si svolgeranno le esequie di Gabriele D'Angelo, 31 anni, cameriere dell'hotel Rigopiano. «Tanta umanità è una risposta: la condivisione del dolore, l'esserci», ha detto don Andrea nell'omelia. «Nostro fratello Alessandro non è perduto, è nell'amore di Dio».

Le condoglianze dell'Inter Club. «Alessandro oltre ad essere un bravo padre e un ottimo professionista era anche un grande interista. A lui, alla sua famiglia e ai suoi amici va il pensiero di tutto il club e dei tifosi nerazzurri». L'Inter, con una nota sul sito ufficiale, ricorda una delle vittime scomparse nella tragedia dell'hotel Rigopiano: il maitre Alessandro Giancaterino. Le condoglianze scritte in un messaggio toccante, con la foto dell'attaccante Gabriel Barbosa la stessa usata sul suo profilo della pagina Facebook creata in memoria del giovane maitre. «Faceva parte di due famiglie nerazzurre: quella biologica - ricorda la società nerazzurra - e quella degli Inter Club. Con il club di Penne infatti, non appena ne aveva l'opportunità, veniva allo stadio "Meazza" con il fratello (di due anni più grande) e il suo bambino (di 9 anni e mezzo). Una storia come tante, finita purtroppo nel dolore».