Farmaci da choc anafilattico Impossibile trovarli in città

30 Ottobre 2016

In tutto l’Abruzzo sono 500 i pazienti sopravvissuti a punture di vespe e calabroni Il medicinale erogato solo dall’Asl di Chieti. «Siamo costretti a rivolgerci a Milano»

PESCARA. Rischiano la vita se vengono punti da un'ape, un calabrone o una vespa. Sopravvissuti allo choc anafilattico, che provoca l'allergia da imenotteri, combattono il calvario quotidiano di dover reperire il farmaco salvavita, una fiala di vaccino valida per cinque somministrazioni, nell'arco di almeno sei mesi. Un farmaco che costa dai 200 ai 350 euro e che i pazienti acquistano, pagando di tasca propria prima di ottenere il rimborso Asl dopo mesi di attesa, direttamente da un’azienda farmaceutica di Milano.

Un medicinale, che tiene sotto controllo l'allergia e che non viene erogato dalle Asl di Pescara e Teramo, dove le procedure burocratiche complesse costringono i cittadini (60 tra Pescara e provincia, circa 500 in tutta la Regione) a lunghissimi iter prima di poter ottenere vaccino e rimborsi compresi 46 euro di spese di spedizione, come invece avviene nelle Asl di Chieti e L'Aquila dove i pazienti hanno accesso al farmaco gratuitamente attraverso le farmacie ospedaliere. Domenico Pettinari, consigliere del Movimento 5 Stelle, torna, dopo un anno, a sollecitare la Regione ad adoperarsi per «l'attivazione di una centrale unica di acquisto del farmaco e individuazione di una Asl capofila per la distribuzione gratuita a tutti i cittadini» e chiede, insieme ai pazienti, il «potenziamento del centro allergologico dell'ospedale Santo Spirito che rischia un ridimensionamento nel nuovo piano sanitario».

Oltre a ciò, i pazienti chiedono la posssibilità di poter «scegliere un medico di fiducia per la somministrazione del vaccino» che non possono fare da soli, anzichè affrontare decine di chilometri per raggiungere, dai vari paesi della Provincia, il centro allergologico dello Spirito Santo. Antonio Properzi, 73 anni di San Valentino, tre anni fa è stato bersagliato dalle vespe dopo aver scoperchiato una balla di fieno nella sua casa di campagna.

«Io scappavo e le vespe mi inseguivano», ricorda il pensionato, «dai miei sono riuscito a farmi accompagnare dal dottor Saia a San Valentino, che ha capito subito che cosa stava accadendo e mi ha salvato. L'incubo di ogni giorno è sempre lo stesso: essere punti e combattere contro almeno quattro tipi di veleni iniettati dagli insetti». Raccontano, queste persone, di «andare in giro sempre con il kit in borsa con cortisone, antistaminico e adrenalina, per darsi una possibilità di salvezza» nei primi attimi del sopraggiunto choc anafilattico, soprattutto perché si sentono continuamente in pericolo di morte: «Non abbiamo certezze che in caso di ennesima puntura di un insetto, il vaccino funzioni nell'immediato». Enzo D'Aloisio, 54 anni, di Moscufo, trascorre il giorno nei suoi oliveti e vigneti: «Io vivo nel terrore di essere punto, rischio di dovermi prendere anche le pasticche per l'ansia». Fabrizio Profico, 52 anni, di Città Sant'Angelo, un anno e mezzo fa in campagna a Colle Stella è stato punto da un calabrone «e salvato da mia nuora che aveva con sè una compressa di Bentolan, ma quando sono arrivato all'ospedale di Penne avevo di pressione, 25 la minima, 45 la massima, ho rischiato di non farcela». Gaspare Firmani, 68 anni, impiegato in pensione, si sente un miracolato: «Assalito da una vespa, mi ha salvato un infermiere che era nei pressi e che mi ha praticato un massaggio cardiaco. E' doveroso, da parte di tutti noi, ringraziare gli operatori del centro allergologico dell'ospedale di Pescara, in particolare Luca che ci manda i messaggi per ricordarci gli appuntamenti periodici. Noi lotteremo affinchè non venga ridimensionato, ma al contrario, potenziato perché è un centro di eccellenza».

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