Farmacia, conti in rosso e partiti sempre divisi

18 Marzo 2015

Non si scioglie il nodo della gestione affidata ai privati. Il Pd chiede di seguire strade alternative: sì alla localizzazione della sede nel distretto sanitario

MONTESILVANO. Le perdite per 573mila euro certificate dall’Azienda speciale, in 8 anni di gestione, non diradano le nebbie sul futuro della farmacia comunale di via Aldo Moro, che lungi dall’essere una gallina dalle uova d’oro è, al contrario, una zavorra sempre più pesante per i bilanci dell’ente pubblico. Orientamenti e partiti politici sono del resto ancora divisi e l’ipotesi di una gestione affidata ai privati, prospettata dalla giunta Maragno, è osteggiata dal Pd e da altri gruppi di minoranza che preferirebbero tentare strade alternative.

Così per l’ex consigliere del Pd Francesco Di Pasquale e, con lui, un altro ex amministratore del centrosinistra, Evenio Girosante, sembra una forzatura «il voler giustificare la necessità di una scelta così infelice, quale la privatizzazione della farmacia». I conti in rosso sono davanti agli occhi di tutti e non si possono nascondere, tuttavia, per Di Pasquale e Girosante, «a ben vedere, si tratta di un passivo in cui figurano costi che sarebbero da imputare in quota parte all'Azienda speciale. A cominciare dalle consulenze contabili, del lavoro, legali e di sicurezza che incidono per un ammontare di oltre 65 mila euro. C’è poi il fatto che, voci come le forniture di materiali parafarmaceutici e l'asilo comunale, non sono introitate tra quelle in attivo, in quanto non saldate dalla stessa Azienda. Prima di affrettarsi a deliberare l'affidamento in gestione a un privato» chiosano i due esponenti dell’opposizione, sarebbe dunque «opportuno valutare le alternative». Quali? Il Pd insiste su una nuova localizzazione del servizio. «Il trasferimento nel distretto sanitario» insistono Di Pasquasle Girosante, «non è certo una proposta da scartare alla luce del fatto che le prestazioni erogate dallo stesso distretto sanitario, annualmente, ammontano a oltre 18mila 150 e dunque lasciano ben intendere quale sarebbe la potenziale reddititività della farmacia».

Sul caso farmacia torna a dire la sua anche Mauro Orsini, secondo il quale la gestione esterna sarebbe l’unica via di uscita per superare una situazione del tutto fallimentare. «Se sarà un privato a gestirla» dice Orsini «il tentativo porterà i suoi frutti, poiché, almeno per i primi anni, il Comune avrà sicuramente delle entrate derivanti dai canoni di gestione, per poi magari vendere dopo avere ottenuto un avviamento economico-patrimoniale».

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