Farmacie, i nuovi servizi: vaccini e scelta del medico

25 Marzo 2024

Tra le novità anche la telemedicina e una vasta gamma di esami del sangue

PESCARA. Non solo lutti e sofferenza. Il Covid ci lascia in eredità anche un modo nuovo, capillare e utile affidato alle farmacie per assistere meglio i pazienti non solo attraverso la vendita di medicinali ma soprattutto facendo prevenzione e riducendo file e liste di attesa che sono diventate il male cronico della sanità pubblica. Le farmacie infatti hanno assunto il ruolo determinante di presidi sanitari di prossimità durante l’emergenza pandemica che il governo ha deciso ampliare e strutturare. Si chiameranno “Farmacie dei servizi”, avranno una nuova insegna che le identifichi e forniranno prestazioni ad ampio spettro.
Nuovi servizi a partire da tutte le tipologie di vaccini; sarà anche ampliato il numero delle analisi che potranno essere fatte con prelievo di sangue non solo per il controllo di glicemia, colesterolo, trigliceridi che molti farmacisti già forniscono ai cittadini. E ancora: le nuove farmacie offriranno anche test ed esami in telemedicina, somministrando all’occorrenza farmaci, ovviamente sotto prescrizione medica, e daranno la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio medico di famiglia oppure il pediatra. Sono alcune delle novità del nuovo Ddl Semplificazioni che dovrebbe arrivare domani sul tavolo del Consiglio dei ministri. La norma prevede anche la possibilità di fare test diagnostici per il contrasto all’antibiotico-resistenza, oltre che la distribuzione per conto delle strutture sanitarie dei farmaci e dei dispositivi medici necessari al trattamento dei pazienti in assistenza domiciliare, residenziale e semiresidenziale.
Per quanto riguarda i vaccini occorre ricordare che oggi si possono fare in farmacia sia l’antinfluenzale sia l’anti Covid ai maggiorenni. Ma il Ddl che porta la firma del ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, trasforma le farmacie in ambulatori di prossimità. Nella bozza infatti si legge che sarà possibile «la somministrazione da parte di farmacisti opportunamente formati a seguito del superamento di specifico corso abilitante e di successivi aggiornamenti annuali, organizzati dall'Istituto Superiore di Sanità, di vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale nei confronti dei soggetti di età non inferiore a dodici anni, nonché l'effettuazione di test diagnostici che prevedono il prelevamento del campione biologico a livello nasale, salivare o orofaringeo, da effettuare in aree, locali o strutture, anche esterne, dotate di apprestamenti idonei sotto il profilo igienico-sanitario e atti a garantire la tutela della riservatezza».
Le aree, i locali o le strutture esterne alla farmacia devono essere compresi «nella circoscrizione farmaceutica prevista nella pianta organica di pertinenza della farmacia stessa». Saranno le Asl ad autorizzare queste strutture, che dovranno rispettare i requisiti di idoneità igienico-sanitaria dei locali, e a verificare «che siano situate a una distanza non inferiore a duecento metri dalle altre farmacie e dai locali ove sono svolti i servizi sanitari di pertinenza di altre farmacie. La distanza è misurata per la via pedonale più breve tra soglia e soglia».
È prevista, come si diceva, anche una nuova insegna che, oltre alla croce verde identificativa della farmacia, contenga una scritta ad hoc per consentire ai cittadini un'immediata individuazione dei servizi sanitari offerti nei locali: «I titolari di farmacia», si legge in dettaglio sulla bozza del Ddl Semplificazioni, «appongono presso i locali stessi, oltre alla croce verde identificativa della farmacia, un’insegna riportante la denominazione «Farmacia dei servizi» e forniscono idonea informazione sulla esatta identificazione dei soggetti titolari di farmacia che offrono i servizi».
Un’ultima novità contenuta nel decreto riguarda la possibilità per «due o più farmacie, di proprietà di soggetti differenti di poter esercitare in comune i servizi offerti anche utilizzando i medesimi locali separati, previa stipula del contratto di rete». In altre parole: un accordo tra professionisti con cui sarà possibile condividere “oneri e onori” nell’erogazione di questi servizi al cittadino.
Tirando le somme si può affermare che sarà una nuova spinta, questa volta forse decisiva, alla nascita della «Farmacia dei servizi», di cui in Italia si parla dal lontano 2009, che durante la pandemia ha avuto una accelerazione incredibile facendo cambiare pelle alle vecchie farmacie, si pensi al boom di tamponi e vaccini contro il Covid. E ora, con le nuove norme che domani andranno al vaglio del governo Meloni, può raggiungere la sua consacrazione. (l.c.)
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