Fattore propone un piano contro il gioco alle slot

31 Dicembre 2017

ALANNO. Il gioco alle slot machines comincia a diventare un fenomeno preoccupante anche ad Alanno. Diffuso e inquietante al punto che il consigliere di minoranza de L'alternativa di Alanno Fabia...

ALANNO. Il gioco alle slot machines comincia a diventare un fenomeno preoccupante anche ad Alanno. Diffuso e inquietante al punto che il consigliere di minoranza de L'alternativa di Alanno Fabia Fattore propone al presidente del consiglio comunale Enisio Tocco una mozione, da portare all’attenzione all'assise civica, tesa a disincentivare l’utilizzo delle slot machine sul territorio comunale, con eventuali sgravi ed agevolazioni volte a favorire gli esercizi che aderiscono al progetto battezzato "Alanno: no slot".
«Gli ultimi dati forniti dai Monopoli di Stato su slot, videolottery e vtl on line per quanto riguarda il 2016 in Abruzzo risultano preoccupanti», spiega la Fattore. Gli abruzzesi hanno bruciato 2 miliardi e mezzo di euro nel gioco d'azzardo. Nel 2016 le province abruzzesi si sono indebitate rispettivamente: Teramo oltre 647 milioni di euro, Pescara 654 milioni, Chieti 660 milioni e L'Aquila 568 milioni. Ad Alanno la giocata pro capite annuale riferita all'annualità 2016 si attesta sui 473 euro. Naturalmente le giocate sono riferite alle sole Awp (dette anche le new solt o apparecchi comma 6a che accettano solo monete e sono presenti anche in bar e tabaccherie) che sul territorio comunale sono 26, pari a 7,5 Awp ogni mille abitanti. Dati», prosegue il consigliere, «che evidenziano il grave disagio sociale provocato da questi giochi, visto che il paese vede un 3,5% di ricchezza indirizzato al gioco d'azzardo». Alanno conta circa 3400 abitanti con un reddito pro capite pari a circa 14 mila euro. Questa situazione «peggiora le condizioni economiche delle famiglie creando dei veri e propri drammi sociali». La Fattore ritiene che sia obbligo dell'amministrazione comunale arginare il fenomeno e mettere in campo le giuste azioni per scoraggiare il perpetuarsi di una offerta di «passatempo fondata sulla compulsività dei giocatori». Per la Fattore è necessario predisporre un piano di recupero dei soggetti affetti dalla «malattia» del gioco d'azzardo coinvolgendo assistenti sociali «presenti nel nostro comune», dice, «per garantire il rispetto della privacy del soggetto ed elaborare una norma stringente per gli esercizi che dispongono di macchinette mangia soldi. Va imposta, cioè, una distanza di 300 metri lineari da quelli che sono i luoghi pubblici sensibili come ad esempio le scuole, fermo restando i regimi autorizzativi, le norme legislative, i controlli e le sanzioni attualmente in vigore».
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