Fazii: ora il virus rallenterà ma attenti a non fare errori

Il virologo: «Per vivere un’estate serena dobbiamo comportarci correttamente» E avverte: nessuno, anche dopo il vaccino, può pensare di togliere la mascherina
PESCARA. Il virus rallenterà la sua corsa verso maggio, con le temperature più calde. Con le varianti sotto controllo, la campagna vaccinale in fase avanzata e i corretti comportamenti dei cittadini, l’estate dovrebbe profilarsi serena. Questo dicono gli esperti.
Ma «il futuro è nelle nostre mani» avverte il virologo Paolo Fazii, direttore di Microbiologia e virologia clinica a valenza regionale della Asl di Pescara e componente dell’unità di crisi regionale, «anche se il virus dovesse perdere di potenza col caldo, non possiamo commettere gli errori della scorsa estate, pensando di aver sconfitto il coronavirus. A questa tornata, proprio perché abbiamo conoscenza ed esperienza, dobbiamo fare ancora più attenzione. Malgrado le vaccinazioni, prevedo non ne usciremo completamente prima di due inverni, con le varianti in azione».
Professor Fazii, il virus ci darà una tregua?
«Sembra diminuire la sua forza, ma non possiamo abbassare la guardia. Il virus, con le varianti, rialza la testa rapidamente. Col caldo, verso maggio, dovrebbe perdere maggiore potenza. Le restrizioni degli ultimi tempi hanno dato buon esito. Ora dobbiamo arrivare ad un compromesso: per poter trascorrere una estate più serena, dobbiamo comportarci tutti correttamente. Non possiamo più permetterci di sbagliare. Nessuno, neppure dopo il vaccino, può pensare di togliersi la mascherina o di non rispettare più le regole del distanziamento, sicurezza e igiene. Il coronavirus colpisce duro, come già ampiamente dimostrato, tra metà novembre e la primavera. Per trascorrere una estate serena dobbiamo adottare un alto senso civico. Al momento la situazione è sotto controllo, ci avviamo verso una discesa dei contagi».
I vaccini ci proteggeranno?
«Certo, ma non a lungo. Non possiamo pensare di tornare subito ad una vita normale. Le vaccinazioni dovranno essere ripetute ogni sei mesi. Almeno fino al 2023, quando la forza del virus si dovrebbe stemperare naturalmente. Attendiamo l’arrivo dei prossimi vaccini, il monodose Johnson & Johnson, ma anche Nova Vax, da cui ci aspettiamo ottime attività immunogene».
Sono attese altre varianti, oltre quella inglese che in Abruzzo ha provocato l’82% dei contagi?
«C’è una variante bretone allo studio degli scienziati francesi che dalla diagnostica è risultata patogena quanto il virus di Wuhan, che è riuscita a nascondersi anche all’analisi dei tamponi. Speriamo che i ricercatori francesi riescano a circoscriverla in tempo prima che si diffonda ulteriormente. I prossimi vaccini dovranno essere tarati sulle nuove varianti».
Cosa dobbiamo aspettarci, nelle prossime settimane?
«Il virus conduce le danze, perché muta in continuazione per migliorare se stesso. La tendenza è di quella di avere maggiore infettività, dobbiamo attendere l’arrivo del caldo per avvertire la devirulentazione».
Quanto c’è aspettare ancora prima che accada?
«Altri due inverni dobbiamo combattere, io credo. L’estate 2023 dovrebbe essere quella giusta, ma dobbiamo essere molto bravi adesso».
Come fa ad essere certo di questa data?
«La storia della medicina ci aiuta a capire l’evoluzione dei virus. Tra il 1888 e il 1892 in Usa il virus da raffreddore fece un salto da una specie di bovini all’uomo creando una pandemia di polmonite interstiziale piccola - per una epoca senza grandi sistemi di comunicazione, ma mondiale. Per uscirne ci vollero alcuni anni. Ora il destino è nelle nostre mani, fare attenzione è ancora la parola d’ordine, perché non è finita».
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