Fca, Marchionne nega offerte di produttori di auto cinesi

3 Settembre 2017

TORINO. Non ci sono offerte sul tavolo per Fca da produttori di auto cinesi, nessuna avanche è stata respinta. E non è allo studio lo scorporo di Alfa Romeo e Maserati, mentre appare più credibile...

TORINO. Non ci sono offerte sul tavolo per Fca da produttori di auto cinesi, nessuna avanche è stata respinta. E non è allo studio lo scorporo di Alfa Romeo e Maserati, mentre appare più credibile quello della componentistica. Parola di Sergio Marchionne che risponde ai giornalisti all'autodromo di Monza, dove sotto la pioggia battente assiste alla giornata di qualifiche del Gp di Formula 1. Marchionne parla per la prima volta dei temi più caldi che hanno tenuto banco durante l'estate e non nasconde la soddisfazione per la stima di Goldman Sachs che ha alzato a 25,9 euro il valore dell'azione Fca. «Che Dio li benedica», sorride. Sgomberato il campo dalle «ombre cinesi», il manager conferma il piano al 2018 in attesa della presentazione di quello al 2022. «C'è una strada piuttosto chiara da seguire. I risultati stanno arrivando, il calo delle vendite in America è totalmente previsto, abbiamo ridotto in maniera drastica le flotte. Mi pare che settembre sia l'ultimo mese del 2016 che andava a impattare, da ottobre in poi le differenze vanno a scomparire. Lo rivedremo nei risultati in linea con il passato», spiega. Il tema caldo è lo spin off di Maserati e Alfa Romeo per creare il polo del lusso, con un'operazione analoga a quella già fatta per Ferrari. «Alfa e Maserati sono due realtà fondamentalmente immature» per essere scorporate, chiarisce Marchionne. «Concettualmente il fatto di staccarsi dal mass market non fa una piega, ma il momento è sbagliato, non siamo nelle condizioni di farlo. Se c'è la possibilità che si avveri in futuro, sarà di sicuro dopo che me ne vado io. Quindi calmiamoci, non succederà fino a quando c'è Marchionne».
Meno lontani appaiono i tempi per lo spin off delle attività della componentistica, Magneti Marelli e Comau. «L'abbiamo confermato anche durante la conference call, ci sono attività nel gruppo che non appartengono a un produttore di auto, per esempio la componentistica, il gruppo deve essere bonificato da queste cose. Quando? Spero prima della fine del piano del 2018. Già quest'anno? La discussione va fatta col Consiglio, il primo sarà a fine settembre. La tempistica non cambierà molto da adesso alla fine del 2018, la cosa importante è confermare l'intenzione: la tempistica arriverà al momento giusto. In un mondo ideale sarebbe bello chiudere il piano del 2018 con tutti i numeri con cui siamo partiti, e poi dal 2019 sganciare la nuova realtà e cominciare a misurarci con un piano che ha una base differente da quello del 2014».