Fdi e FI battono in ritirata, vince la Lega

31 Maggio 2023

Resa dei conti in Consiglio regionale: la commissione Marcozzi non ha i numeri per passare, Sospiri costretto al rinvio

L’AQUILA. I numeri non sono sufficienti. Per i due presidenti di giunta e Consiglio regionale, Marco Marsilio di Fratelli d’Italia e Lorenzo Sospiri di Forza Italia, non c’è altra via che quella della ritirata strategica. Vince la strana alleanza tra Lega, centrosinistra e Movimento 5 Stelle, senza colpo ferire. L’istituzione della sesta Commissione permanente sul sistema idrico, voluta dall’ex M5S Sara Marcozzi, che ha spaccato il centrodestra a meno di un anno dalle elezioni regionali, viene così rinviata a uno dei prossimi consigli regionali. Quale?
Tutto dipenderà dai tempi e dall’esito della “campagna acquisti”, leggi cannibalizzazione della Lega che FdI e Forza Italia, già da ieri, hanno intensificato. Per ora senza successo. Se infatti il voto si fosse concretizzato, poco dopo le 18,20 quando la proposta di legge è stata chiamata in Consiglio, gli ultimi due partiti sarebbero stati sconfitti d’acchito per 17 a 14, in virtù dei 5 voti no della Lega da sommare ai 7 del centrosinistra e ai 5 dei pentastellati. E la legge, che per passare ha bisogno dei due terzi dell’aula (21 consiglieri), sarebbe stata fucilata sul campo di battaglia senza prova d’appello. Così com’è andata, invece, chi ha perso la partita politica può giocarsi un’altra chance, anzi due perché tante ne serviranno. Per modificare il regolamento e portare da 5 a 6 le commissioni permanenti, occorrono ancora 21 voti in seconda convocazione e solo alla terza ne basteranno 16. Certo è che se così dovesse andare a finire staremmo di fronte a una scelta talmente ostinata da parte di FdI e Forza Italia da far sospettare di un secondo scopo celato dietro l’operazione Commissione Marcozzi. Uno scopo politico più che idrico legato alle prossime regionali e non solo alla candidatura dell’ex 5 Stelle con uno dei partiti del centrodestra che l’appoggiano. La stessa Marcozzi indirettamente lo ha confermato perché ieri avrebbe potuto chiedere di votare la sua legge invece di dare al forzista Sospiri l’assist per rinviarla, dopo aver sovrapposto il tema politico con quello idrico. Un assist il suo rafforzato in aula anche dal consigliere Simone Angelosante, che fa parte degli ex leghisti. «La Lega è in confusione», ha affermato Marcozzi incalzando il capogruppo del Carroccio, Vincenzo D’Incecco, dopo aver esposto sul tavolo tre bottiglie d’acqua, una piena, l’altra semipiena e la terza quasi vuota, «il mio obiettivo è l’acqua, non la poltrona di presidente della Commissione. Se c’è una persona che non è attaccata alle poltrone quella sono io».
La replica del leghista è stata immediata. D’Incecco ha ringraziato la consigliera per aver sollevato il problema dell’acqua ma poi le ha dato una stoccata separando i due temi: «Gli abruzzesi non hanno bisogno di una commissione per ogni problema. Altra cosa sono le scelte politiche di Marcozzi».
E il Pd? A partita finita e persa da FI e FdI, il capogruppo Silvio Paolucci e il segretario Michele Fina hanno dato fiato alle trombe: «Dal Pd un no deciso alla nuova commissione», scrive il primo, «il piano di una parte della maggioranza è stato svelato: usare la commissione per ampliare i numeri in Consiglio regionale».