FdI, spunta il nome di Mannetti E alla Lega non tornano i conti

10 Agosto 2022

Elezione a rischio per Bagnai al proporzionale Senato. E in 5 si contendono un posto all’uninominale In corsa anche il cardiochirurgo Foschi. Le chance di Verì e la corsa di Forza Italia per il terzo seggio

PESCARA. Il centrodestra ha un avversario che può dargli fastidio. E non è il Pd. La coalizione guidata in Abruzzo e nel resto d’Italia dal partito di Giorgia Meloni deve temere solo dell’ingorgo di aspiranti candidati. Anche se i seggi dati già per certi sono 10, tra FdI, Lega ed FI, oppure 8 nella peggiore delle ipotesi, il ventaglio delle candidature cresce e si allarga come la coda di un pavone.
Ormai possiamo parlare di un sovraffollamento in corsia, nell’ospedale della politica su cui incombe lo spettro dell’astensionismo alle urne del 25 settembre. I presupposti ci sono nelle elezioni in cui tutto è già scritto, e di cui si conosce già l’esito, in virtù di un sistema elettorale, il Rosatellum, che illude sempre meno gli elettori in fatto di libertà di scelte, decise, anzi imposte, dalla politica, che, chiusa nelle proprie stanze, sforna nomi su nomi, affollando la platea degli aspiranti candidati nelle posizioni utili. Cioè elettive.
L’ultimo della serie è quello di Carla Mannetti, ex assessore alla mobilità nella giunta Biondi all’Aquila oltre che ex dirigente apicale del settore regionale dei Trasporti, in cui ha mostrato le sue capacità professionali all’epoca dell’assessore Giandonato Morra. Ora la politica di centrodestra fa trapelare il suo nome, abbinandolo all’uninominale Camera, per FdI, nel collegio L’Aquila-Teramo, a poche ore dal vertice romano di coalizione che scriverà la parola fine sulla ridda di candidati e autocandidati, ridando ordine all’ingorgo di barelle in corsia. Ma se la candidatura blindata di Mannetti dovesse essere confermata, saremo costretti a cancellare un altro nome di peso, anch’esso aquilano, dalla mappa dei papabili di Fratelli d’Italia, ed è quello dell’assessore regionale, Guido Quintino Liris.
Se invece passiamo a spulciare dietro le quinte della Lega, il sovraffollamento diventa da bollino nero a Ferragosto in autostrada. Il nodo principale da sciogliere in casa di Luigi D’Eramo, il deputato uscente ricandidato come capolista al proporzionale Camera, con la certezza di essere eletto, è la posizione di Alberto Bagnai.
Il senatore leghista sa bene che la candidatura in prima fila al proporzionale Senato, dove vince chi ha il portafoglio più ricco di voti, lo mette a forte rischio su tre fronti.
Il primo è rappresentato da Forza Italia che potrebbe piazzare come capolista, per uno dei tre posti disponibili, Mauro Febbo, che non nasconde la sua ambizione accompagnata da una buona probabilità di riuscita, di sorpassare, a destra, la Lega. Così come Bagnai non può escludere il pericolo dei 5 Stelle che, nonostante le percentuali del 2018 siano ormai svanite, potrebbero anch’essi sorpassare la Lega, con la candidata in pectore Gabriella Di Girolamo, data per favorita alle Parlamentarie. Ma c’è anche un terzo pericolo che aleggia sul senatore uscente della Lega ed è legato agli sviluppi del balletto in corso tra Azione e Italia Viva. Se nelle prossime ore Renzi e Calenda dovessero trovare l’accordo sull’alleanza e le liste condivise, Bagnai si ritroverebbe sulla strada per Palazzo Madama Giulio Cesare Sottanelli che, forte dell’eventuale accordo, calato in Abruzzo, con Camillo D’Alessandro, darebbe fastidio non solo al candidato di FI, ma anche alla Lega. Nulla di più prevedibile quindi che Bagnai chiederà di spostarsi nel posto blindato dell’uninominale Camera, collegio di Chieti, liberando in favore di Nicoletta Verì la posizione ad alto rischio al proporzionale Senato e spegnendo, in un solo colpo, le ambizioni di ben altri 5 aspiranti candidati leghisti in posti eleggibili. Parliamo di Antonio Zennaro, Giuseppe Bellachioma, Massimiliano Foschi, Nicola Campitelli e Sabrina Bocchino, tutti in corsa per il collegio teatino uninominale Camera. Il più sovraffollato al mondo.
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