Febbo: colpa della giunta D’Alfonso

La replica di Paolucci: «Noi abbiamo stanziato i fondi, voi investiteli»
PESCARA. Tutta colpa di «D’Alfonso, Paolucci e Lolli, sono loro i responsabili», di questo stallo. Il governo precedente «non ha capito la gravità della situazione». La dichiarazione dell’assessore regionale Mauro Febbo irrompe come un fulmine a ciel sereno durante il vertice per decidere il destino delle Terme di Caramanico, sorte nei primi mesi del 1900. Mentre novità sarebbero dovute emergere dal consiglio regionale aquilano.
Per Febbo, che annuncia «profondi cambiamenti che chiameranno in causa i settori turismo, sanità e sviluppo economico in un disegno strategico per far entrare il termalismo nel piano triennale del turismo» i colpevoli delle sabbie mobili in cui si trovano le terme, sono i responsabili della precedente amministrazione guidata da Luciano D’Alfonso, con l’ex assessore alla Sanità Silvio Paolucci e dell’ex presidente facente funzioni Giovanni Lolli.
Nel pomeriggio non si fa attendere la risposta di Paolucci. «Non se la possono cavare dando la colpa al governo D’Alfonso, «attacca, «perché noi abbiamo messo in campo numerose attività come l’accreditamento, così come abbiamo salvaguardato 3,2 milioni di euro di budget che oggi non vengono utilizzati e salvato la stagione» 2019. «L’attuale giunta» prosegue Paolucci, «ha a disposizione 1, 6 milioni di euro, ma non abbiamo ancora capito se e quando li utilizzeranno. Non hanno dato risposte ai lavoratori e Marsilio non si è visto a Caramanico. Dopo 4 mesi e mezzo è ora di cominciare a lavorare». (c.co.)

