Febbo vuole incontrare la proprietà

11 Maggio 2019

E Marcozzi (M5S) chiede di sapere perché non è stata ampliata qui la produzione

PESCARA . È forte la preoccupazione espressa dalla politica per lo spostamento della produzione di grandi furgoni da parte di Groupe Psa dallo stabilimento Sevel di Atessa a quello di Gliwice in Polonia. «Una notizia molto preoccupante», dice la capogruppo del M5S in Regione, Sara Marcozzi. «Soprattutto rimango allibita dalla motivazione data dal gruppo, che parla di superata capacità produttiva. Eravamo tristemente abituati ad ascoltare il ritornello delle grandi aziende che giustificano le delocalizzazioni con una mancanza di lavoro. Qui ci troviamo esattamente nel caso opposto eppure la musica non cambia. A questo punto non riesco a comprendere cosa debbano fare in più i lavoratori per evitare di vivere ancora situazioni simili». Perché, chiede l’esponente dei Cinquestelle «non allargare la produzione in Abruzzo e assumere nuovo personale, soddisfacendo così l’aumento della domanda? Siamo in presenza di uno stabilimento e di lavoratori che rappresentano un’eccellenza assoluta e riconosciuta in maniera unanime nel loro settore. Mi aspetto che il governo regionale e il presidente Marsilio prendano una posizione netta e facciano ogni tipo di azione possibile per preservare il futuro dello stabilimento». Anche l’assessore regionale alle attività produttive, Mauro Febbo, si dice preoccupato. «Non ci aspettavamo una notizia del genere», commenta, «ma questo non significa che rimarremo fermi di fronte a questo annuncio. Ho già avviato contatti con il management di Psa per capire la reale portata della decisione di delocalizzazione una parte della produzione di furgoni in Polonia». La Regione non intende sottovalutare la decisione di delocalizzare, «anche se», precisa Febbo, «verrebbe delocalizzata in Polonia quella produzione in surplus che lo stabilimento di Sevel non riesce a garantire. Ma questo non cambia i termini della questione e anzi ci spinge a capire se esistono margini per riportare in Val di Sangro anche quella produzione in eccedenza che si vorrebbe spostare in Polonia». Per il segretario nazionale de La Sinistra, Nicola Fratoianni, «la verità la conosciamo tutti: non si accontentano mai dei guadagni miliardari e cercano posti in cui guadagnare sempre di più, spesso lasciando persone a casa. Invece del solito teatrino a colpi di tweet, dalle parti del governo Salvini e Di Maio, al di là delle chiacchiere, dovrebbero arrivare atti forti a difesa dell’occupazione». (a.bag.)