Febo: «I ritardi del commissario»

Spoltore, la commissione individua nuove responsabilità sul caso Di Gregorio
SPOLTORE. «Se il diritto al risarcimento del danno è sorto in capo ai signori Di Gregorio - Fattibene a far data dal 31 dicembre 2009 (come ha statuito il Consiglio di Stato) ovvero allo spirare del contratto preliminare prorogato e non andato a buon fine, allora può affermarsi che se il Commissario ad acta avesse compiuto il suo lavoro nel termine fissato dal Tar, ossia entro il 6 dicembre 2009, non ci sarebbe stato alcun danno e, di conseguenza, alcun risarcimento da pagare con i fondi pubblici dei cittadini di Spoltore». Questo il passaggio più importante della relazione finale della commissione di indagine istituita dal Comune di Spoltore sul “caso Di Gregorio”, che ha comportato una condanna del Comune da parte del Consiglio di Stato al risarcimento del danno quantificato in 2,5 milioni di euro. Un danno che potrebbe mandare in dissesto l’ente.
La commissione ha ristabilito le responsabilità del danno e ha proposto di inviare la relazione alla Procura della Repubblica, alla Procura regionale della Corte dei Conti e al Consiglio di Stato. La questione ruota intorno a un ritardo dell’approvazione del Piano di Recupero richiesto dai signori Di Gregorio-Fattibene, in località Villa Raspa, ritardo che avrebbe causato il danno della perdita di chance commerciale relativamente a un contratto preliminare di vendita concluso dai richiedenti e scaduto a causa del protrarsi del tempo.
La commissione riservata era composta da un componente per ogni gruppo consiliare: oltre alla presidente Marina Febo (Noi Pensiamo in Comune), Giordano Fedele (Pd), Filomena Passarelli (M5S), Carlo Pietrangelo (Insieme) e Stefano Burrani (Scegli Spoltore). Dopo aver analizzato tutti i documenti, la commissione ha messo in luce una situazione molto diversa da quella finora rappresentata. Secondo Marina Febo, la questione dei tempi è centrale: tutta la discussione sulla vicenda ruota intorno al ritardo nell'approvazione del Piano di Recupero. Se il Comune di Spoltore ha impiegato un tempo troppo lungo e corrispondente a circa un anno e sei mesi per assumere una decisione, il commissario ad acta nominato dal Tar Abruzzo aveva un termine di 30 giorni e poteri sostitutivi per definire la fattispecie e ha, invece, impiegato un tempo maggiore: 1 anno e 7 mesi. E proprio in quest’ultimo arco temporale si è prodotto il danno da mancata chance. Il Comune ha già versato 459mila euro alla famiglia Di Gregorio.

