Femen contro Berlusconi «Adesso basta, sei scaduto»

5 Marzo 2018

MILANO. Nel 2013 c'erano Inna, Oksana e Elvire ad aspettarlo, mischiate fra i giornalisti. Questa volta è stata Melodie Mousavi Nemeghi, un'altra attivista del movimento femminista ucraino Femen, ad...

MILANO. Nel 2013 c'erano Inna, Oksana e Elvire ad aspettarlo, mischiate fra i giornalisti. Questa volta è stata Melodie Mousavi Nemeghi, un'altra attivista del movimento femminista ucraino Femen, ad arrivare a pochi centimetri da Silvio Berlusconi nella sezione 502 dove stava per votare. «Time’s up, sei scaduto», ha urlato la 29enne francese di origini iraniane. Salita sul banco di fianco alle urne, pestando anche un dito alla presidente del seggio, si è tolta la maglia e ha mostrato le scritte «Berlusconi sei scaduto» sul petto nudo e «Femen» sulla schiena, proprio mentre il leader di Forza Italia stava per ricevere le schede per votare. Si è poi lasciata portar via dalla Polizia, èi stata identificata in Questura dove è stata indagata per resistenza a pubblico ufficiale e per aver provocato disordini durante le operazioni elettorali. In serata è stata ripatriata con divieto di tornare in Italia per 5 anni.
Non si è scomposto Berlusconi che ha prima sorriso, poi si è allontanato e infine è rientrato nel seggio per votare: «È stata un'apparizione, non so cosa sia successo - ha detto - Un fantasma, non ho visto niente. Il mio tempo è finito? Beh ha ragione, avevo finito di far la fila, voleva dire». Ma più che le Femen sono state le code la vera preoccupazione del leader di Fi e, appena entrato nella scuola accompagnato da Licia Ronzulli e Mariastella Gelmini, ha chiesto agli elettori che ha incontrato quanto ci avessero impiegato a votare: «Sono preoccupato che ci possa essere una situazione in cui ci sono persone che non arrivano a votare» e questo perché «non siamo ancora riusciti a darci il voto elettronico digitale», ha detto. Poi selfie e scambi di battute con gli elettori