Fermo pesca in Abruzzo Stop fino al 21 settembre

17 Agosto 2022

PESCARA. In Abruzzo è scattato ieri lo stop al pesce fresco a tavola. È partito, infatti, il fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta italiana lungo il tratto centrale dell’adriatic...

PESCARA. In Abruzzo è scattato ieri lo stop al pesce fresco a tavola. È partito, infatti, il fermo pesca che porta al blocco delle attività della flotta italiana lungo il tratto centrale dell’adriatico da San Benedetto a Termoli.
Le attività dei pescherecci riprenderanno il 21 settembre. Intanto Coldiretti lancia l’allarme.
«Il fermo cade quest’anno in un momento difficile», ha denunciato Coldiretti Impresapesca, «poiché il blocco dell’attività va a sommarsi al caro carburanti con il prezzo medio del gasolio per la pesca che è praticamente raddoppiato rispetto allo scorso anno costringendo i pescherecci italiani a navigare in perdita o a tagliare le uscite e favorendo le importazioni di pesce straniero, considerato che fino ad oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante».
Non a caso gli arrivi di prodotti ittici dall’estero sono aumentati del 29% in valore nei primi quattro mesi del 2022, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat.
«Ma a pesare sono anche», continua Coldiretti Impresapesca, «le scelte dell’Unione Europea che hanno portato a una riduzione dell’attività di pesca per un corposo segmento produttivo della flotta peschereccia nazionale a poco più di 120 giorni, pari ad un terzo delle giornate annue, portandola di fatto sotto la soglia della sostenibilità economica».
«Senza dimenticare», precisa, «gli effetti della siccità con la mancanza di acqua per garantire il ricambio idrico e l’aumento della salinità lungo la costa Adriatica».
Resta poi il problema che anche quest’anno «l’assetto del fermo pesca 2022 non risponde ancora alle esigenze delle aziende e continua a non rispondere alle esigenze della sostenibilità delle principali specie target della pesca nazionale, tanto che lo stato delle risorse nei 35 anni di fermo pesca, per alcune specie, è progressivamente peggiorato».
«L’obiettivo deve essere quello di tutelare, oltre alle risorse ittiche, anche la sostenibilità economica del settore», come sottolinea Coldiretti Impresapesca, «che rappresenta in molte zone un volano importante anche dal punto di vista turistico».
L’ultima uscita dei pescherecci è stata quella di giovedì sera, mentre venerdì gli armatori hanno riconsegnato i documenti.
In questo periodo di blocco per lo strascico, possono lavorare le lampare e le volanti che sono dedite alla pesca del pesce azzurro e le vongolare.
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