Ferro di Cavallo giù entro l’anno La Regione: nuove case agli onesti

Vertice con Ater e Comune: sei mesi per trovare due milioni e 200mila euro e concordare il progetto Settanta famiglie in regola avranno un altro alloggio popolare, il rione sarà ridisegnato con i cittadini
PESCARA. Sei mesi per fissare tempi e modi della demolizione da cominciare entro il 2020, e nel frattempo concordare con le associazioni di quartiere come trasformare l’area oggi occupata dal complesso edilizio del Ferro di Cavallo. L’Ater, intanto, troverà i nuovi alloggi popolari da mettere a disposizione delle circa settanta famiglie che ne hanno diritto. Questo, in sintesi, quanto emerso dalla riunione che si è svolta ieri mattina tra Regione, Ater e Comune.
All’incontro hanno partecipato per la Regione il presidente Marco Marsilio, il presidente del consiglio Lorenzo Sospiri, l’assessore all’Edilizia residenziale pubblica Guido Liris, i consiglieri Vincenzo D’Incecco, Guerino Testa e Luca De Renzis; per il Comune il sindaco Carlo Masci e l’assessore alla Politica della casa Isabella Del Trecco; il presidente dell’Ater di Pescara Mario Lattanzio e il direttore Giuseppina Di Tella.
Presenti, inoltre, i tecnici della prefettura e della struttura amministrativa della Regione. «La riunione è servita per cominciare a fissare una serie di punti fermi», spiega Sospiri, «io sono dell’idea che il Ferro di cavallo vada abbattuto completamente, e possiamo farlo entro il 2020: servono due milioni e 200mila euro, in parte già disponibili. Non stiamo ragionando solo su abbattimento e inquadramento urbanistico della zona, ma anche su un progetto generale di riqualificazione da condividere con i residenti», continua il presidente del consiglio regionale, «da affrontare in un cammino che il Comune coordinerà con le associazioni di residenti. Contemporaneamente, l’Ater dovrà reperire gli alloggi necessari per ricollocare in altre zone della città le famiglie che ne hanno diritto», quelle cioè uscite pulite dal controllo dei casellari giudiziari, alla luce della nuova legge regionale.
«In questo primo semestre andrà avanti la fase del reperimento delle risorse, della partecipazione e del confronto con i cittadini», conclude Sospiri, «nel secondo semestre del 2020 si può passare alla fase operativa vera e propria, con gare d’appalto e progettazione».
L’Ater è pronta a fare la sua parte, come sottolinea il presidente Lattanzio: «C’è unità di intenti tra tutti gli attori in campo, e questo è importante», sottolinea Lattanzio, «è stata una riunione prima politica e poi tecnica, che ha definito la linea, che è quella di procedere con l’abbattimento completo. Ora dovremo fare un quadro della situazione e provvedere alla sistemazione alternativa per circa settanta famiglie che oggi risiedono nel Ferro di Cavallo, avendone i requisiti: ma su questo credo che non ci saranno problemi». In tutto sono circa 120 le case popolari che verranno buttate giù nel complesso edilizio.
Una ventina sono quelle al momento “murate”. Il sindaco Masci ha espresso ampia soddisfazione per il vertice con la Regione: «La questione è tornata d’attualità in questi giorni», afferma Masci, «ma avevamo iniziato a parlarne da almeno quattro mesi, quando abbiamo iniziato a eseguire gli sfratti. In campagna elettorale avevo detto che in ogni quartiere della periferia doveva esserci una piazza in più, un parco in più e un impianto sportivo in più. Lo stiamo facendo con il pieno sostegno della Regione, che si è schierata in prima linea con noi, e questo mi riempie di soddisfazione. Da parte nostra», conclude il sindaco, «c’è il massimo impegno ad avviare il confronto con i residenti per creare spazi pubblici vivibili che ridiano dignità a questi quartieri».
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