Ferro di Cavallo giù in estate: la ricostruzione entro due anni

26 Novembre 2020

Ieri l’incontro in Regione. Il sindaco Masci: «Daremo un nuovo alloggio alle 120 famiglie da sfollare» A gennaio saranno abbattuti anche i palazzi in via Lago di Borgiano. Sospiri: «Venti case in via Ciglia» 

PESCARA. Entro il 30 giugno 2022 sarà ultimato il progetto di abbattimento e ricostruzione del “Ferro di cavallo”. I tempi della demolizione dell’immobile nella zona di via Tavo, nel cuore di Rancitelli, considerato il simbolo del degrado e dell’illegalità, sono stati snocciolati ieri mattina in un incontro che si è svolto in Regione, al quale hanno preso parte il presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, il sindaco di Pescara Carlo Masci, l’assessore Isabella Del Trecco e il consigliere regionale Guerino Testa.
Durante il vertice, alla presenza del presidente dell’Ater Mario Lattanzio e dei dirigenti di settore di Regione e Comune, è stato definito il processo amministrativo che porterà all’abbattimento dell’isolato che oggi ospita 120 appartamenti. Ogni famiglia che ha diritto all’assegnazione di un alloggio popolare «in base alle norme», come ha reso noto il sindaco, «prima che si proceda all’abbattimento del “Ferro di Cavallo” troverà adeguata sistemazione». I cittadini in regola, quindi, saranno «sistemati in alloggi alternativi entro il mese di settembre del prossimo anno» e solo dopo si procederà alla demolizione del fabbricato.
Il progetto definitivo per la demolizione e ricostruzione dell’area del Ferro di cavallo, in base a quanto si apprende, sarà pronto entro metà gennaio. Approvato il progetto, partiranno le procedure di gara europea. Sempre per gennaio l’Ater invece avvierà la gara d’appalto per la demolizione dei tre edifici di via Lago di Borgiano, ai civici 14, 18 e 22, sgomberati il 4 luglio del 2017 per il rischio crollo.
«Gli interventi», come rileva il sindaco, «rientrano nel contesto del più ampio programma di recupero ambientale e urbanistico del rione Rancitelli, cui l’amministrazione tiene in particolar modo e che coinvolge anche i manufatti di via Lago di Borgiano». «L’intera operazione», sottolinea il presidente del consiglio regionale Sospiri, «è a carico del privato che si aggiudicherà la gara a evidenza pubblica, che poi ricostruirà nelle percentuali stabilite dalla norma. Abbatteremo 120 appartamenti, ne ricostruiremo 74, di cui 54 nella stessa area del Ferro di Cavallo, altri 20 l’Ater li realizzerà, con una seconda procedura, su un altro terreno di sua proprietà in via Cetteo Ciglia dove verrà trasferita parte della cubatura. Al posto del Ferro di cavallo resterà un vuoto e qui entra in gioco la progettazione-propositiva Comune-Regione per verificare cosa vogliamo realizzare in quel vuoto, che siano piazze o strutture sportive, garantendo sempre il principio della trasparenza, ovvero non dovrà più esserci un fronte e un retro dei palazzi, il grande errore progettuale che, a suo tempo, ha partorito il problema sociale e le tensioni dello stesso ferro di cavallo».
Altro argomento affrontato è la ricostruzione dei nuovi edifici, ricorrendo agli incentivi previsti dal Sisma-Eco bonus del 110%. Un’opportunità che Regione, Comune e Ater non vogliono lasciarsi sfuggire. «La nostra tabella di marcia», ha concluso Masci, «prevede di edificare le nuove strutture entro il 2022». (e.r.)