Ferro di cavallo, no al progetto I residenti: «Lo cambieremo»

Il comitato cittadino boccia di nuovo la proposta di ricostruzione dell’edificio presentata dal Comune «Non vogliamo altri edifici ghetto, presenteremo delle osservazioni per poter correggere quel piano»
PESCARA. «Non ha senso demolire il Ferro di cavallo per poi andare a ricostruire la stessa cosa e cioè un altro complesso di edifici-ghetto. Le case popolari servono, ma non lì. In quell'area occorrono strutture di servizio funzionali alla riqualificazione e al rilancio della zona». Lo hanno ribadito, sabato pomeriggio, i residenti del comitato di quartiere Per una nuova Rancitelli nel corso di un'assemblea pubblica, che si è tenuta all'esterno della parrocchia dei Santi Angeli Custodi in via Lago di Posta. All'incontro, così come era stato preannunciato, ha preso parte Piero Rovigatti, docente di Urbanistica della D'Annunzio, il quale è stato invitato ad illustrare nel dettaglio il progetto di demolizione e ricostruzione «così da comprenderne meglio conseguenze e ricadute sul territorio».
Presenti anche esponenti del Pd e del M5S, che hanno votato in consiglio comunale contro la delibera. Al termine, i residenti hanno deciso di voler andare avanti più che mai con questa battaglia. Presenteranno, dunque, delle osservazioni, allegando firme. «Partecipazione, condivisione, concertazione: questi devono essere i principi su cui devono poggiare i progetti di riqualificazione e rilancio del nostro quartiere», sottolineano i rappresentati del comitato. «E seguendo questi principi abbiamo organizzato l'assemblea, che rifaremo a giorni». «Non vogliamo», fanno presente, «progetti calati dall'alto come quello che al momento ci stanno imponendo: un progetto che rischia di risolversi tristemente nella costruzione di un nuovo Ferro di cavallo con gli stessi problemi di oggi e per di più dopo un investimento ingentissimo di risorse pubbliche. Vogliamo che l'assemblea di sabato sia un primo passo per arrivare alla rivisitazione del progetto di demolizione e ricostruzione, che per noi deve prevedere unicamente la localizzazione di servizi e strutture pubbliche al posto dell'attuale complesso edilizio».
«Si parla tanto», spiega Francesca Di Credico, presidente del comitato, «di rigenerazione urbana. Ma in via Tavo dov'è e dove sarà?». «A margine dell'incontro», aggiunge, «ci siamo anche soffermati su altri gravissimi problemi del quartiere rimasti irrisolti dai palazzi Clerico, a via Lago di Borgiano al degrado generale che c'è. Sono tre anni che l'amministrazione comunale ripete che la situazione dei palazzi Clerico sarà presto risolta. Sono tre anni che vengono fatte promesse, ma lì è peggio di prima. C'è di nuovo un accampamento. Nel quartiere non è stato fatto niente di concreto. Così com'era, è rimasto».

