Ferrovia, il comitato: un Consiglio aperto

I cittadini di Manoppello e Chieti sollecitano le amministrazioni a convocare una seduta congiunta
MANOPPELLO. Un consiglio comunale congiunto tra Manoppello e Chieti da svolgersi vicino allo storico casello ferroviario 22/729, stretto tra via Galilei e via Aldo Moro, a Manoppello scalo.
La sbarra, che taglia in due il paese, separa il tracciato ferroviario attraversato ogni giorno da centinaia di automobilisti e pedoni. «È un crocevia simbolo, molto amato da tutti i manoppellesi», è la motivazione che ha spinto il comitato Comferr, presieduto da Antonio Bianchi, a chiedere ai sindaci di Manoppello e Chieti, Giorgio De Luca e Diego Ferrara, la convocazione «in tempi rapidi», di un consiglio comunale congiunto, aperto ai cittadini.
Nella lettera di convocazione, inviata ieri mattina anche al presidente della commissione Rfi del Comune di Manoppello, Davide Iezzi e al presidente della commissione speciale del Comune di Chieti, Vincenzo Ginefra, Bianchi sottolinea l’importanza di tornare ad «esaminare lo stato dell’arte e ribadire l’opposizione totale e incondizionata al progetto di Rfi di raddoppio e velocizzazione della linea ferroviaria Roma-Pescara», che passa all’interno del paese, e che «appare destruente e fortemente impattante sulle future condizioni di vita dei residenti. Questo vorremmo che comprendesse il presidente della commissione Finanze, Luciano D’Alfonso, che ci ha garantito di portare le nostre istanze alla commissione Via».
La richiesta del comitato, che ha organizzato negli ultimi mesi diverse manifestazioni di protesta in strada (l’ultima due settimane fa a Chieti), promosso raccolte di firme e presenziato a numerosi incontri tra le parti, è sempre la stessa: spostare il raddoppio in zona Interporto, dove c’è una fascia di terreno incolto che fiancheggia l’autostrada e si affaccia lungo l’alveo del Pescara, evitando in tal modo di «sfregiare il centro di Manoppello».
«"Le due provincie coinvolte, Chieti e Pescara, e l’Abruzzo intero, devono guardare a questo progetto come un rischio», commenta Hermo D’Astolfo, esponente del comitato, «meglio non fare nulla che realizzare male un progetto e distruggere un'intera vallata».
L’antico casello 22/729 è sorto 150 anni fa. Dal 1967 vi risiede Elisa Cocciolone, originaria di Paganica. Lì, 53 anni fa, si è trasferita col marito casellante delle Ferrovie, Leto Chiavelli, di Onna, scomparso nel 2004. L’invito di Comferr a partecipare numerosi al consiglio comunale in strada è rivolto soprattutto ai cittadini di Manoppello e San Giovanni Teatino, perché «se il progetto va in porto», concludono gli attivisti, «saranno proprio queste due città quelle maggiormente distrutte, con l’abbattimento di abitazioni e attività commerciali», per fare posto al contestato doppio nodo ferroviario.

