Ferrovia, ora gli espropri

Di Marco incalza la Regione: «Stia dalla parte dei cittadini»
PESCARA. «Non è pensabile che il governo regionale non dia supporto alla comunità interessata dagli espropri per il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma».
Così esordisce il consigliere regionale del Pd, Antonio Di Marco, il giorno dopo il via libera del Consiglio di Stato agli appalti dei lotti 1 e 2 del treno veloce per la capitale
«In più di un’occasione», spiega Di Marco, «era stata annunciata la creazione di un organismo che avrebbe dovuto facilitare il dialogo e le procedure in questa delicatissima fase. Ma non è accaduto. Cittadini e attività stanno ricevendo le lettere di notifica dei decreti di occupazione di urgenza dei terreni posti sul sedime progettuale, con cui Italferr invita a lasciare le proprietà entro il 30 luglio, offrendo un’indennità provvisoria “senza particolari indagine e formalità”, dunque basata sul valore minimo dei terreni e non sul valore reale stabilito dagli strumenti di programmazione urbanistica vigente». È la beffa dopo il danno, sottolinea il dem, annunciando una risoluzione che impegni il Governo regionale a stare accanto alla comunità in questa fase e a garantire il miglior trattamento lavorando insieme ai Comuni.
Intanto ieri, a livello governativo, in Commissione Trasporti, è arrivata la risposta, a nome del governo, del sottosegretario del Mit, Tullio Ferrante, all’interrogazione presentata dal deputato Luciano D’Alfonso. In sintesi, il parlamentare dem chiedeva di sapere i motivi della bocciatura del tracciato alternativo costituito dalla “Variante plus”, dichiarato fattibile da Rfi e condiviso dalla cittadinanza. Ma per il Mit questa variante avrebbe comportato una serie di criticità: la realizzazione della stazione di Manoppello in sopraelevata, l’interferenza con la viabilità interportuale, il passaggio nella frazione Mulino nella quale i residenti sono contrari e un doppio passaggio sulla strada provinciale in territorio di Rosciano. «Trattasi di risposta omeopatica che prova a razionalizzare il sentito dire e che quindi non mi ha soddisfatto», ribatte D’Alfonso, «ci sono temi che sono stati evitati: 80 abitazioni vengono demolite e la stessa fine è prevista per due aziende con un notevole carico occupazionale. La Variante plus è stata abbandonata come un figlio illegittimo prima ancora che si facesse l’istruttoria», conclude, «Rfi ha mostrato interesse per questa alternativa, chi invece l’ha ignorata è Italferr: è giusto capirne il motivo». (c.s.)

