Ferrovia Pescara-Roma: parte la gara

Venerdì la pubblicazione del bando da mezzo miliardo dei primi due lotti. Dossier di Rfi rivela: 115 immobili da demolire
PESCARA. Il fischio di partenza è imminente. Venerdì 30 giugno è prevista la pubblicazione dei bandi di gara, sulla Gazzetta Ufficiale Europea, dei primi due lotti della linea veloce Pescara-Roma. Ma per Rfi (Rete ferroviaria italiana) già domani, martedì 27 giugno, potrebbe essere il giorno buono.
Ai 143 milioni di euro, base d’asta del lotto 1, se ne aggiungono altri 335 per il lotto 2. La temuta cancellazione dei fondi del Pnrr non c’è stata. Il dossier di Rfi rivela inoltre che ci sono 115 immobili da demolire per la realizzazione dei due lotti.
La Regione Abruzzo ha seguito dal primo giorno il lungo iter, attraverso il presidente Marco Marsilio, il Dipartimento Infrastrutture Trasporti, diretto da Emidio Primavera e, di recente, il dg Antonio Sorgi, che hanno lavorato in sintonia con l’ingegner Vincenzo Macello, vice direttore generale di Rfi e Commissario straordinario per l'intero intervento.
Il lotto 1 Interporto d’Abruzzo-Manoppello e il lotto 2 Manoppello-Scafa sono stati oggetto di dibattito pubblico, che ha visto, per 75 giorni, un totale di 52 persone impegnate «a garantire la qualità del processo, nonostante i tempi ristretti», si legge nel report di Rfi. Quest’ultima si è impegnata a non sottostimare il valore dei numerosi immobili oggetto di espropri.
I due lotti sono considerati prioritari per l’attuazione della prima macro fase realizzativa (“Global project”) del programma di velocizzazione, che comprende i seguenti interventi di raddoppio, in corso e da avviare: Lunghezza - Guidonia; Roma – Tagliacozzo; Tagliacozzo – Avezzano (lotto 4); bretella di Sulmona; Pratola Peligna – Sulmona (lotto 3); Scafa - Pratola Peligna; Manoppello – Scafa (lotto 2); Interporto d’Abruzzo – Manoppello (lotto 1); Interporto d’Abruzzo – Pescara. Per un costo globale di oltre 6 miliardi che però, a causa degli aumenti esponenziali dei materiali, salirebbero e 9 miliardi.
IL LOTTO 1. L’intervento sulla linea ferroviaria Roma-Pescara nella tratta Interporto d’Abruzzo-Manoppello porta i binari totali da uno a due e interessa i comuni di Chieti e Manoppello. L’intervento inizia in località Bivio di Brecciarola, nel comune di Chieti e si conclude nella stazione di Manoppello, che viene riqualificata.
Il tracciato ferroviario è realizzato integralmente all'aperto e si sviluppa per una lunghezza di 4,85 km, in affiancamento all’attuale linea ferroviaria storica.
In totale sono stati progettati 5 viadotti, 2 stradali e 3 ferroviari, per risolvere le interferenze fra tracciato ferroviario, viabilità stradale e corsi d’acqua e per permettere la soppressione dei passaggi a livello. Lungo il tracciato saranno installate barriere antirumore per un totale di quasi 5 km lineari nei comuni di Chieti e di Manoppello.
IL LOTTO 2. Anche i lavori del tratto Manoppello-Scafa portano i binari totali da uno a due e interessano i comuni di Manoppello, Scafa, Alanno e Rosciano, tutti in provincia di Pescara.
L’inizio dell’intervento, nella stazione di Manoppello, coincide con la fine del precedente lotto 1, mentre il termine è nella stazione di Scafa; la stazione di Alanno viene riqualificata.
Il tracciato ferroviario si sviluppa per una lunghezza di circa 8 km, viene realizzato integralmente all’aperto, cioè senza gallerie e si sviluppa per il 40% in stretto affiancamento alla linea esistente e per il 60% su nuovo tracciato per consentire il superamento della Strada Statale 5 Tiburtina, dell’autostrada A25, del fiume Pescara e dell’impianto del gas di Alanno. In totale sono previsti 7 viadotti, di cui 6 ferroviari e uno stradale.
Sulla base dello studio acustico effettuato lungo il tracciato, nel comune di Rosciano non si rilevano superamenti dei limiti di legge, mentre nei comuni di Manoppello, Alanno e Scafa saranno installate barriere antirumore per un totale di quasi 5 km lineari.
GLI ESPROPRI. Il tema sicuramente più sentito tra i partecipanti al dibattito pubblico è stato quello degli espropri, dato che l’opera impatta direttamente su una quantità di famiglie e imprese del territorio che vedranno la loro proprietà totalmente o parzialmente demolita. «La dimensione del problema è stata chiarita», si legge sul report di Rfi, «con i materiali presentati all’incontro di approfondimento del 17 marzo 2022 e ammonta complessivamente a 115 demolizioni, di cui 40 sono edifici ad uso residenziale localizzati per lo più a Manoppello (13) e Chieti (13); nei restanti casi si tratta di altri fabbricati a uso civile (7), rimesse o depositi (54), capannoni industriali (3), altri fabbricati a uso produttivo/agricolo/commerciale (3), altre demolizioni come tettoie, muri e fabbricati tecnologici di Rfi (8)». Sono numerose anche le situazioni di coloro che vedranno la propria abitazione o sede di attività avvicinarsi al binario, subendo quindi penalizzazioni (frontisti).
Procedura di esproprio. Dopo l’emissione della Dichiarazione di pubblica utilità si procede nel modo seguente: comunicazione individuale con cui i proprietari di fabbricati residenziali o produttivi vengono informati e invitati a fornire ogni elemento utile per la valutazione degli immobili; con successiva notifica viene eseguita una pre-offerta con invito a produrre documentazione utile alla valutazione; con notifica ulteriore viene offerta l’indennità provvisoria. In caso di accettazione, sarà sottoscritto un preliminare di cessione in cui viene concordata la corresponsione di un acconto dell’indennità concordata (di regola 30%) entro 60 giorni dalla firma del preliminare, un ulteriore 50% alla consegna del possesso dell’immobile ed il restante 20% prima dell’emissione del decreto di esproprio o al momento della stipula di un atto notarile di cessione volontaria.
La data di consegna degli immobili, soprattutto se l’accordo sarà sottoscritto tempestivamente, potrà essere concordata tra le parti in funzione delle reciproche esigenze (da 3 a 18 mesi dalla data del preliminare). In caso di non accettazione l’indennità sarà invece determinata da una terna tecnica o Commissione espropri, la cui decisione può essere impugnata in Corte d’appello.
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