Feto morto, indagati tre medici

17 Aprile 2019

Atto dovuto della procura dopo l’esposto dei genitori. Venerdì l’autopsia

PESCARA. Tre medici dell'ospedale Santo Spirito sono indagati per concorso in omicidio colposo per un'altra vicenda di presunta malasanità: la terza nel giro di sette giorni. Quella che ha colpito una donna alla 36esima settimana di gravidanza che, senza sapere perché e soprattutto quando, ha perso il bimbo che aveva in grembo. Il sostituto procuratore Luca Sciarretta, ha disposto l'autopsia sul feto, dando l'incarico a un medico legale dell'università di Foggia, che la effettuerà venerdì. E per fare questo passaggio tecnico, ha dovuto per forza compiere altri due passaggi altrettanto indispensabili: acquisire tutte le cartelle cliniche della donna e individuare gli eventuali destinatari degli avvisi di garanzia. Un atto dovuto, come si dice sempre in queste circostanze, solo ed esclusivamente a garanzia dei medici, per dar loro la possibilità di nominare eventualmente un perito di parte per assistere a quell'esame irripetibile (la parte offesa ha già individuato nella dottoressa Paola Vellante, l'esperto che assisterà all'autopsia). I medici individuati sono naturalmente quelli che in un modo o nell'altro hanno avuto contatto con la signora in gravidanza che, su indicazione del proprio ginecologo, si era sottoposta a regolari monitoraggi in ospedale per controllare la placenta, ma in generale per seguire l'andamento della gravidanza. Tutto sarebbe andato avanti bene fino al 9 aprile scorso, quando anche l'ultimo controllo diede esito positivo: tutto era regolare e a posto. Qualcosa però che non andava doveva esserci, se la donna decide di tornare qualche giorno dopo in ospedale. Ed è in quella circostanza che il personale sanitario si sarebbe reso conto della mancanza del battito cardiaco del feto. E' poi bastato eseguire una ecografia per avere purtroppo la conferma di quella tragica notizia. A quel punto, non restava altro da fare che ricoverare la paziente e sottoporla al cesareo. Ma nonostante l'immenso dolore della famiglia per quella gravidanza che era arrivata ormai a conclusione, moglie e marito hanno voluto presentare un esposto per accertare eventuali negligenze da parte dei sanitari della struttura pubblica, ma anche e soprattutto per capire che cosa sia accaduto al feto. Si diceva all'inizio di questo momento negativo dell'ospedale, rimasto coinvolto in tre distinte inchieste della procura per eventuali colpe mediche nel giro di una settimana. La prima per la morte di Veronica Costantini, la donna morta per encefalite herpetica non diagnosticata da nessuno (venne anche rimandata a casa la prima volta) e per la quale sono sotto inchiesta quattro medici; la seconda per il decesso del commerciante Sandro Furno, morto mentre il medico eseguiva un esame diagnostico di rettoscopia, e qui sono indagati tre medici e due infermiere; la terza quella che sta prendendo forma in queste ore e che vede comunque tre medici indagati. (m.cir.)