Fi e Ncd: accertare velocemente i fatti

18 Febbraio 2017

Pettinari (M5s) chiede che il governatore riferisca in consiglio sulle questioni alla base dell’indagine

PESCARA. «È davvero un brutto momento per l'Abruzzo, colpito duramente dalle calamità naturali ed anche dalla triste perdita di tante vite umane. Colpito, ancora una volta, da inchieste giudiziarie che stavolta indicano il centrosinistra ed addirittura il vertice della Regione come responsabili di fatti penalmente rilevanti». Commentano così i consiglieri regionali di Forza Italia e Ncd l’inchiesta della Procura dell’Aquila che ha indagato il governatore Luciano D’Alfonso per corruzione, turbativa d’asta e abuso d’ufficio. «Naturalmente, per parte nostra», dicono i consiglieri dei due gruppi presieduti da Lorenzo Sospiri e Giorgio D’Ignazio «ci asteniamo dagli improvvidi e strumentali commenti che alcuni esponenti del Pd in passato ci hanno rivolto quando inchieste poi sgonfiatesi e finite nel dimenticatoio avevano investito la nostra parte politica. Desideriamo segnare in tal modo, ancora una volta, la nostra diversità rispetto al centrosinistra e ci limitiamo a dire che confidiamo in un accertamento veloce delle circostanze».

Domenico Pettinari, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, e avversario di D’Alfonso anche nelle aule giudiziarie chiede che la questione venga portata anche all’attenzione dell’assemblea regionale. «Ritengo che il presidente debba riferire in consiglio sulle questioni che hanno portato l’Abruzzo alla ribalta della cronaca», dice, «pertanto depositerò domani (oggi per chi legge) un’interrogazione, che probabilmente sarà discussa nel prossimo consiglio, con lo scopo di mettere a conoscenza il Consiglio Regionale ed i cittadini che esso rappresenta delle vicende che stanno accadendo in questi giorni. La rilettura degli atti amministrativi da parte degli organi inquirenti», dice l’esponente dei 5 stelle «rappresenta una garanzia di legalità per la collettività tutta, ma se la magistratura deve agire nelle sedi preposte, il consiglio regionale ha ugualmente il diritto di ascoltare il Presidente della Regione per permettere ai consiglieri di svolgere le proprie funzioni di controllo». Per il centrosinistra ha parlato il vicepresidente della giunta Giovanni Lolli: «Sono convinto che per la commissione di gara di Palazzo Centi e per i due appalti di Penne e Pescara, sia stato fatto un buon lavoro, salvo quanto accerterà la magistratura nella quale abbiamo molta fiducia». Per il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli «la magistratura fa il proprio corso, certo non fa piacere che l'Abruzzo di questi tempi finisca sempre sui Tg nazionali per cose spiacevoli».

Ieri D’Alfonso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei conti ha ribadito di vivere «uno stato d'animo che è quella della tranquillità coincidente con la totale estraneità». Sull'opportunità di chiedere di essere sentito dalla Procura dell'Aquila, D'Alfonso si è limitato a rispondere che «lo valuterò con i miei legali». Il governatore ha lasciato comunque intuire collaborazione: «Non vedo l'ora di potere concorrere, non solo documentalmente» ha affermato «ho un patrimonio conoscitivo frutto di 30 mesi di lavoro che, secondo me, è utile per arrivare a fondo di qualsiasi verità».