Fidas, “blitz” dei carabinieri

24 Febbraio 2016

I militari guidati dal generale Quarta hanno donato il sangue al centro trasfusionale

PESCARA. In divisa o in borghese, i carabinieri della caserma Rebeggiani di Chieti Scalo hanno dato vita, ieri mattina, alla prima giornata della “donazione del carabiniere”. In più di 50 si sono presentati alla Fidas di Pescara, all’interno del Centro trasfusionale dell’ospedale civile, e si sono sottoposti alle procedure per effettuare la donazione e ai prelievi di sangue.

Il via vai di uomini dell’Arma, la maggior parte appartenenti al Centro nazionale amministrativo carabinieri, è iniziato alle 8.30 ed è andato avanti per tutta la mattinata. La bella iniziativa, firmata Fidas, è stata accolta con grande favore dai volontari e dall’intero reparto. A ufficializzare l’evento, è stata la visita del comandante del Centro nazionale, il Generale di brigata Claudio Quarta. «Ognuno di noi nel suo ambito fa del bene agli altri e lavora per gli altri», ha detto Quarta rivolgendosi a medici, infermieri e volontari, «dobbiamo comportarci con la consapevolezza che potremmo trovarci a nostra volta nelle condizioni di chi ha bisogno. E questa giornata è solo l’inizio di un’iniziativa che avrà sicuramente un futuro».

Un concetto ribadito dal direttore del Centro trasfusionale, Patrizia Accorsi, che ha sottolineato come «la buona sanità passi anche attraverso il volontariato». La necessità di sangue non si spegne mai, anzi è in continua crescita, come pure lo sforzo sempre maggiore della Fidas che chiama a raccolta i propri donatori per cercare di dare sempre il massimo e salvare così vite umane.

«Lo scorso anno, l’Abruzzo ha avuto l’esigenza di approvvigionare 2 mila unità di globuli rossi da altre regioni», ha spiegato Accorsi, «eppure Pescara è riuscita ad essere autosufficiente, e questo soprattutto grazie alla Fidas. Senza contare che il 50 per cento del sangue raccolto va ai pazienti ematologici non solo di Pescara». «Donare periodicamente fa bene anche al donatore, che viene sottoposto a una serie di esami e di controlli utili per la sua salute», ha ricordato la presidente Fidas Anna Di Carlo, che si è detta «soddisfatta per la riuscita di una giornata che ha visto i carabinieri protagonisti di un gesto dall’alto valore sociale, che deve essere d’esempio a quanti ancora non si sono avvicinati al dono del sangue». «Si tratta di un atto importante», ha concluso il maresciallo Gianluca Bernava, vice presidente Fidas, «che è stato recepito immediatamente e con grande entusiasmo da tutti i colleghi. Perché il desiderio di aiutare il prossimo passa anche da qui». L’auspicio è che il 23 febbraio diventi un appuntamento fisso tra l’Arma dei carabinieri e la Fidas donatori di sangue. (m.d.s.)

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