File e polemiche dai carrozzieri

Per i danni alle auto tempi lunghi e prezzi in qualche caso lievitati
FRANCAVILLA AL MARE. Tutti in coda dal carrozziere. Dalla grandinata del 10 luglio, gran parte dei cittadini è ancora alle prese con la riparazione della propria auto, dai vetri rotti alla carrozzeria ammaccata.
Le carrozzerie sono ancora piene e faticano ad accettare nuovi clienti, perché lunghi sono i tempi di attesa. Ma ad alimentare proteste e polemiche sono i costi: in tanti accusano gli addetti ai lavori di gonfiare i prezzi in concomitanza con il momento di criticità. Mentre i carrozzieri, che concordano sulla netta crescita della mole di lavoro, chiedono comunque di «non generalizzare: ognuno risponde per sè».
«Qui da noi il tempo di attesa è di almeno una settimana, anche se ce ne vogliono un paio per far arrivare i pezzi di ricambio», dicono Antonio e Felice della carrozzeria Capozzi al Foro. «Per i prezzi molto dipende dall’onestà del singolo. Se ne sentono tante, ma non è corretto generalizzare. Per la sostituzione di un parabrezza si possono spendere 100/150 euro di manodopera, a cui bisogna aggiungere il prezzo del pezzo che, se preso originale, può arrivare a 400 euro. Il problema è che adesso non si trovano. Per questo un nostro cliente è andato a prendere un vetro a San Severo. E per la carrozzeria è ancora peggio, tante volte i danni superano il valore della macchina. Con niente si arriva a spendere 3-4mila euro».
Nervano Tondini, titolare dell’omonima carrozzeria in salita San Franco aggiunge: «Spesso i proprietari sostituiscono i vetri perché proprio non possono farne a meno, ma lasciano la carrozzeria ammaccata. Una grandinata così non si era mai vista, i colpi sono troppo grandi per far lavorare il tirabolle e allora si lascia perdere». Quanto ai prezzi, aggiunge Tondini: «Temo che i grandi ne stiano approfittando. Un mio cliente mi ha raccontato che per un parabrezza di una Lancia Y gli hanno chiesto 590 euro, quando di solito non costa più di 400. Ma la richiesta è altissima, i pezzi non ci sono e c’è chi ci marcia. E ho l’impressione che questa emergenza durerà mesi».
Una conferma circa il lavoro schizzato alle stelle la offre Alessio Ciaschetti, titolare dell’azienda Savini sulla Nazionale: «In un solo giorno abbiamo venduto 30 cartoni di colla vetro per auto, quando di solito non superiamo le 15 unità mensili. In città non ci sono fornitori di vetri per auto, bisogna andare fuori e i tempi di attesa sono molto lunghi».
Elvis, della carrozzeria Delta a Villanesi, preferisce lavorare solo con i clienti: «Tante macchine, ma poco guadagno», dice mentre taglia il parabrezza di una vettura. «Io non vendo vetri di ricambio, lavoro se me li porta il cliente. Da me paga soltanto la manodopera. Non vedo l’ora che quest’emergenza finisca per poter tornare al lavoro di sempre».
(a.d.s.)
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