Filobus, ci siamo quasi. E ora scattano le multe per “educare” ciclisti e pedoni

31 Agosto 2025

Terminano oggi le prove tecniche, ma in pochi rispettano i divieti dell’ordinanza. Tua chiede collaborazione ai Comuni. Masci ai cittadini: «È una questione di sicurezza»

PESCARA, Tolleranza zero, d’ora in poi, sulla corsia principale della strada parco dove sta per entrare funzione il filobus. Le prove tecniche di pre-esercizio iniziate lo scorso 11 agosto terminano oggi, secondo il cronoprogramma dettato da Tua (società unica del trasporto abruzzese) in linea con quanto richiesto da Ansfisa (Agenzia nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali e autostradali) che a luglio ha rilasciato il nulla osta tecnico. Ma nonostante le prove, e nonostante il divieto di transito e un’ordinanza comunale in vigore già dallo scorso anno, cittadini in bici, con il monopattino e a piedi continuano a passare sul tracciato dedicato al mezzo a basso impatto ambientale dove due giorni fa è stata avvistata anche un’auto.

MULTE E CONTROLLI – Ma ora, per garantire la sicurezza di tutti, chi sarà sorpreso a passare sul tracciato centrale verrà multato: da un minimo di 87 a un massimo di 344 euro, senza alcuna distinzione tra i veicoli. Con la macchina, però, si corre anche il rischio di perdere due punti dalla patente. A chiedere più attenzione è proprio la Tua dopo i ricorrenti episodi registrati in questa fase di pre-esercizio, con gli autisti costretti a rallentare o frenare all’improvviso per evitare di investire ciclisti e pedoni. E in vista dell’avvio ufficiale dei mezzi previsto a metà settembre, l’azienda chiede la massima collaborazione ai due Comuni di Pescara e Montesilvano interessati dall’arrivo del filobus, affinché venga ricordato ai cittadini che l’ex tracciato ferroviario, per anni utilizzato come corridoio verde, non è né ciclabile né pedonale. Bisogna dunque passare sull’altra corsia se si è in bici, e sul marciapiede, quando si passeggia lungo lo stesso tracciato. Il periodo dedicato al pre-esercizio, della durata di almeno 20 giorni, è terminato, ma la Tua non esclude ulteriori prove prima della partenza ufficiale del mezzo con passeggeri a bordo.

L’APPELLO DEL SINDACO – E in tema di sicurezza il sindaco Carlo Masci si appella ai cittadini: «Rispettiamo le regole. Troppo spesso registriamo una sorta di richiesta di impunità nei confronti di comportamenti illegali, stigmatizzando chi cerca di dare un freno ad atteggiamenti oggettivamente sbagliati. Sulla corsia principale della strada parco non si può passare a bordo di auto, in sella alle bici, con i monopattini e a piedi. Eppure in molti continuano a ignorare tale divieto di transito». E aggiunge: «Credo vada bloccata questa deriva sociale, in cui al di fuori delle regole vincono i prepotenti. Lo si nota anche in altre circostanze, come nel caso dei rifiuti, dei bivacchi notturni, delle risse in strada e perfino nel passaggio con il rosso ai semafori. Manca anche una sorta di condivisione di valori, che anni fa c’era. Sul tema della mobilità sostenibile, per esempio, le battaglie sono state portate avanti insieme con esponenti di altri schieramenti politici, per raggiungere un obiettivo comune: ridurre il traffico dei mezzi privati e guardare i modelli di città europee che funzionano. Il filobus, atteso da oltre trent’anni, dovrebbe essere apprezzato da tutti».

IL COMITATO – Le prove potrebbero continuare, per rispondere a tutte le prescrizioni imposte da Ansfisa. Prescrizioni che, secondo il comitato Strada parco bene comune, «non possono essere sottovalutate, se si vuole garantire un sistema filoviario in condizioni di massima sicurezza». Per il comitato i punti critici restano i conflitti con la circolazione veicolare in alcuni incroci. Il presidente Ivano Angiolelli pone anche l’attenzione sulla «impossibilità di svolgere il pre-esercizio in in presenza di lavori in corso sul tracciato con mezzi pesanti».

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