Filovia, banchine fuorilegge: riparte la lite

20 Marzo 2021

L’associazione Carrozzine Determinate si appella alla Tua: «Basta barriere, vogliamo sapere chi paga»

PESCARA. «Le banchine delle fermate della filovia, costruite con denaro pubblico, saranno spaccate per essere abbassate». L’associazione Carrozzine Determinate, guidata dal presidente Claudio Ferrante, torna a chiedere una strada parco accessibile in vista degli ultimi lavori per il filobus tra Pescara e Montesilvano. Ferrante dice «basta proclami» e chiede: «Come verranno abbattute le rampe che hanno pendenze superiori alla norma? Come verranno allargati i chilometri di marciapiedi inferiori a 1,50 metri? E come saranno abbattute tutte le pendenze eccessive esistenti sulle vie laterali di accesso e di uscita alla strada parco? E i percorsi per le persone cieche? Abbiamo il diritto di conoscere nel dettaglio», dice Ferrante, «ciò che il ministero delle Infrastrutture ha autorizzato perché singoli interventi a macchia di leopardo, senza una visione d’insieme e senza un vero progetto di variante, non risolveranno il problema dell’accessibilità del tracciato». Ferrante prosegue con un atto d’accusa verso le istituzioni: «Le istituzioni locali, regionali e nazionali ci diano risposte chiare e precise perché per ben 10 anni siamo stati presi in giro, ma quel che è più grave è che sono state violate tutte le norme nazionali, europee e internazionali sui diritti delle persone con disabilità».
Carrozzine Determinate chiede un incontro con il presidente della Tua, Gianfranco Giuliante: «Chiediamo al presidente della Tua di convocarci, così ci spiegherà come, dove, quando e con quale e quanto denaro pubblico questa strada terminerà di essere fuori legge. Se la filovia Pescara-Montesilvano diventerà realtà (avendo tutte le autorizzazioni necessarie), dovrà avere un collaudo tecnico che preveda, non magie, ma il totale abbattimento di tutte le barriere architettoniche.