Filò oggi al comitato Via «Quell’opera va fermata»

6 Novembre 2014

Nuovo appello dell’associazione Carrozzine Determinate contro il progetto «Troppe barriere architettoniche nella strada parco, spreco di denaro pubblico»

MONTESILVANO. Il comitato regionale per la Valutazione d’impatto ambientale si pronuncerà oggi sulla filovia. Alla vigilia della riunione del comitato, il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo, Claudio Ferrante, è tornato a parlare di Filò e di barriere architettoniche, auspicando la realizzazione di un’opera fruibile a tutti.

«Il 15 gennaio e il 4 luglio 2014, insieme con il Wwf, abbiamo diffidato il comitato di Valutazione di impatto ambientale della Regione Abruzzo a sospendere i lavori relativi al sistema di trasporto pubblico elettrificato Pescara-Montesilvano» spiega Ferrante. «La nostra associazione torna a richiederlo anche oggi. Ricordiamo che dopo le sentenze del Tar sono emerse delle criticità tecnico-giuridiche. Il progetto manca, a oggi, del titolo autorizzatorio. Il comitato Via si riunirà proprio per verificare tutto questo».

I lavori per la realizzazione di Filò, contesta il presidente di Carrozzine Determinate, «non dovevano essere proprio ripresi e, se il valore della democrazia ha un senso, devono essere immediatamente fermati. È necessario un nuovo progetto che preveda mezzi ecologici più piccoli: solo così si potranno eliminare tutte le barriere architettoniche, avere maggiore sicurezza per tutti i cittadini e anche una vera pista ciclabile».

Ferrante ne è certo: l’opera, così come progettata, non è fruibile e non soltanto dai disabili. «Le persone con disabilità, ma anche bambini, anziani, invalidi temporanei e mamme con i passeggini non potranno mai prendere quel filobus, perché vi sono centinaia di barriere architettoniche lungo il tracciato, molte delle quali ineliminabili» chiarisce. «Come pensano di intervenire? Espropriando i terreni? Limitando il passaggio sui marciapiedi a tutti i cittadini? Quell’opera offende la dignità umana, colpisce le pari opportunità, vìola la libertà, l’indipendenza, l’autodeterminazione e non consente l’esercizio del diritto alla mobilità».

Ferrante torna a chiamare in causa la Gtm. «Il comitato regionale Via aveva già rimesso alla responsabilità della stazione appaltante Gtm la valutazione circa la necessità improcrastinabile di rendere il servizio di trasporto pienamente accessibile alle categorie sociali più deboli, in analogia alla normativa che disciplina la materia dei lavori pubblici» sottolinea. «Per quanto riguarda la Corte dei Conti, ripetutamente evocata dal presidente della Gtm a mo’ di minaccia, siamo noi a chiedere d’intervenire perché qualcuno ci deve rispondere se è normale sperperare denaro pubblico in questo modo, ossia costruendo centinaia di barriere architettoniche».

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