Fimiani: bisogna fare tutti un salto culturale

PESCARA. Si è presentato prima di tutto come «un cittadino pescarese» Pasquale Fimiani, sostituto procuratore generale della Corte di cassazione che nel suo intervento, ieri mattina, è andato a...
PESCARA. Si è presentato prima di tutto come «un cittadino pescarese» Pasquale Fimiani, sostituto procuratore generale della Corte di cassazione che nel suo intervento, ieri mattina, è andato a scavare nell’atavico sentimento di vendetta per spiegare «perché un certo modo di alimentare il sospetto stuzzica l’interesse di tutti. Non di rado si ipotizza, si ricama su certe notizie. Il Papa ha parlato di populismo penale spiegandolo con il fatto che ci sono ancora fermenti di civiltà atavica nella quale la vendetta alimenta il senso di condanna. Ma cosa si può fare», ha chiesto Fimiani alla platea, «perché il populismo penale sia ridotto?».
La risposta: «Vanno rimosse le cause, vanno cambiati i criteri di selezione della classe dirigente, ci vuole trasparenza. I magistrati che diffondono le notizie sono in numero molto minimo, è l’intero mondo mediatico ad avere degli effetti, si pensi ai processi penali che si fanno in tv, tipo Amanda Knox: è un mondo mediatico che sovraespone il giudice e mette il mondo dell’informazione in condizione di rapportarsi con un pubblico che chiede sempre di più. Ma occorre, nella memoria dell’architetto Cirillo, ricordare che questa materia tocca l’animo delle persone: tutti dobbiamo fare un salto culturale».

