Finge di essere rapinato da stranieri, denunciato

Un pescarese finisce nei guai perché ha segnalato un fatto mai avvenuto Risulta infondata anche la denuncia di un 16enne per il presunto furto di 20 euro
PESCARA. Inventare di sana pianta una rapina, denunciarla ai carabinieri. Chiedere di individuare i responsabili, pur sapendo che si tratta di una storia completamente inventata. Lo hanno fatto un uomo di 58 anni e un 16enne della provincia di Pescara in due momenti diversi. Al termine delle indagini che riguardano il suo caso il 58enne è stato denunciato per simulazione di reato. Il 16enne, invece, ha vuotato il sacco prima di finire nei guai. Ha ammesso che la rapina non è mai avvenuta, giustificando tutto con la sua solitudine .
È l’11 settembre quando il 58enne raggiunge la caserma dei carabinieri di viale d’Annunzio e presenta una denuncia. Racconta che la mattina dello stesso giorno è stato vittima di un grave episodio. E ricostruisce i fatti. Dice che stava percorrendo via Benedetto Croce quando è stato circondato quattro persone di colore, armate di coltello. Minacciandolo con l’arma i quattro sono riusciti a farsi consegnare 200 euro, che la vittima aveva in tasca. Una vicenda spiacevole sulla quale i carabinieri della compagnia di Pescara cominciano ad indagare subito. Cercano riscontri al racconto dell’uomo, per risalire ai responsabili. E il primo passo è l’acquisizione delle immagini delle telecamere di via Croce e dintorni.
Grazie alle registrazioni i carabinieri scoprono che il 58enne non è stato affatto rapinato, pur essendo stato effettivamente nella zona indicata. E vedono che è semplicemente entrato in una tabaccheria, dove ha acquistato delle sigarette. E ne ha fumata una. Il tutto avviene sotto l’occhio elettronico. Le immagini parlano chiaro e non c’è traccia né degli uomini di colore né del coltello usato per minacciare il 58enne. Per gli investigatori è evidente che la presunta vittima della rapina ha messo insieme una storia di fantasia, anche se i motivi non si conoscono. E ora le indagini, coordinate dal tenente Antonio Di Dalmazi, puntano ad approfondire questo aspetto della vicenda.
Solo qualche settimana fa i carabinieri hanno trattato un’altra denuncia basata sul nulla, se non sull’immaginazione. Un uomo ha segnalato in una caserma della provincia la rapina subita dal figlio di 16 anni, fermato in strada da due sconosciuti armati di coltello. I due gli avrebbero rubato i venti euro contenuti nel portafogli dopo aver minacciato di morte il ragazzino e averlo spinto contro un muretto. Questa ricostruzione ha cominciato a scricchiolare nel giro di poco grazie alle testimonianze raccolte dagli uomini dell’Arma. E il 16enne, messo alle strette dagli investigatori, ha ammesso di aver inventato tutto. Perché lo ha fatto? Si sentiva solo, ha detto a chi lo interrogava, e voleva unicamente attirare l’attenzione dei genitori e suscitare la loro comprensione fingendosi vittima di una rapina.
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