Finisce nel burrone e muore carbonizzato

Schianto nella notte sulla Statale 53. La vittima è Piero Ricci, 49 anni Ha perso il controllo della Toyota mentre tornava a casa a Città Sant’Angelo
BUSSI SUL TIRINO. Dramma nella notte. Una Toyota Aygo sbanda paurosamente sulla strada statale 153 per L'Aquila due chilometri dopo il traforo di Bussi, e il conducente, Piero Ricci, ingegnere di 49 anni originario di Castel di Sangro, finisce nel burrone e muore carbonizzato. È accaduto alle 23,30 alle porte di Bussi sul Tirino.
Il professionista, un esperto ingegnere civile strutturista con molti lavori e cantieri aperti all’Aquila, tornava dal capoluogo dove era stato per tutta la giornata proprio per dirigere i lavori e dopo essersi intrattenuto a cena con i colleghi e amici, quando per cause ancora al vaglio dei carabinieri della compagnia di Popoli, subito accorsi sul luogo, ha perso il controllo della sua vettura.
Forse l'ora tarda, la stanchezza del guidatore, il fondo stradale reso viscido dalla pioggia e la voglia di tornare subito a casa, a Città Sant'Angelo, dove erano ad attenderlo la moglie, l'avvocatessa Antonella Arcieri Mastromattei e il figlio di nove anni, o forse un malore improvviso, sono state le cause del dramma. L'auto aveva da poco superato un paio di semicurve e si stava immettendo su un rettilineo di media discesa.
Da qui, probabilmente dopo aver urtato un muro di contenimento in cemento al lato destro, come rilevato dalle indagini dei carabinieri, ha proseguito sulla carreggiata in condizioni di instabilità per qualche decina di metri fino a precipitare nella scarpata al lato opposto della strada, fitta di alberi di alto fusto. L'impatto violento con le piante avrebbe provocato l'incendio dell'autovettura, divenuta una trappola mortale per l'ingegnere. Il tutto è avvenuto presumibilmente in una manciata di secondi.
L'intero tratto è ritenuto di elevatissima pericolosità. Le statistiche dicono che lungo la strada, nel corso di decenni, sono avvenuti molti incidenti mortali. I soccorsi sono stati vani. I vigili del fuoco del distaccamento di Popoli e del comando di Pescara non hanno potuto fare altro che spegnere le fiamme e tirare fuori il veicolo dopo aver sfoltito la fitta vegetazione. I carabinieri, al comando del luogotenente Domenico Angelucci, dei marescialli Marcello Santacroce e Francesco Macchia della compagnia di Popoli, hanno effettuato i rilievi e predisposto i presidi di sicurezza per garantire la circolazione stradale.
Sul posto, distante poche centinaia di metri dall'abitato di Bussi, si sono radunate centinaia di persone incredule per l'accaduto e soprattutto curiose di conoscere la dinamica che ha stroncato la vita al professionista.
Ore di lavoro per chiudere le operazioni, terminate alle 3 del mattino. A recuperare la vettura e a sistemarla in un luogo sicuro a disposizione della magistratura, è stata la ditta autorizzata fratelli Di Vello di Tocco da Casauria.
I resti della vittima sono stati composti e portati all'obitorio. Ma non è stato agevole rintracciare la sua identità essendo andati distrutti tutti i documenti.
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