Finiti i soldi per i lavori all’istituto De Cecco

20 Agosto 2015

Dopo l’esposto dei professori, la Provincia promette: presto riaprirà il cantiere Di Marco: ma abbiamo sempre meno fondi. Rapposelli attacca: colpa del Pd

PESCARA. I soldi sono sempre di meno, fanno sapere dalla Provincia, ma a breve il problema dell’Ipssar – l’alberghiero De Cecco, a cui mancano 21 aule per i propri studenti, e nel quale i lavori che avrebbero dovuto trasformare la palestra in laboratori di cucina, sala e ricevimento, sono bloccati da settembre scorso, tanto da avere indotto i docenti ad annunciare per settembre un esposto alla procura della Repubblica – potrebbe trovare una soluzione. «Stiamo lavorando per risolvere quei problemi e prima dell’inizio dell’anno scolastico renderemo noti i provvedimenti che avremo assunto», ha detto ieri il presidente della Provincia, Antonio Di Marco. Tuttavia, ha proseguito, «i nodi da sciogliere sono parecchi, e le disponibilità finanziarie sempre meno. Per cui dobbiamo fare un lavoro certosino, su più fronti, cercando di arrivare alla migliore soluzione possibile». E ai docenti dell’alberghiero che si sono autocostituiti in comitato, Alberghieroinlotta, Di Marco risponde offrendo i locali della Provincia per l’assemblea proclamata dal gruppo che si dovrà tenere il prossimo 3 settembre. «Metto a loro disposizione la sala Tinozzi», ha detto Di Marco, «e la sala Figlia di Jorio».

Ma la polemica è destinata a continuare, tanto che sull’argomento è intervenuto anche il consigliere comunale di Forza Italia, Fabrizio Rapposelli, per 5 anni vicepresidente della Provincia e assessore all’Edilizia scolastica, il quale, l’anno scorso, aveva dato il via all’inizio dei lavori. «Dopo aver personalmente condotto una battaglia per riuscire a destinare 2milioni 850mila euro alla struttura e aver avviato i lavori nel giugno 2014», ha detto Rapposelli, «quelle opere già finanziate non sono mai state concluse, non sappiamo se per ragioni tecniche o politico-amministrative, ma comunque il presidente Di Marco deve rispondere di quel blocco. Ho condotto una vera battaglia», ha continuato l’esponente azzurro, «per riuscire a destinare alla scuola il finanziamento di 2milioni 850mila euro, necessari per la ristrutturazione della palestra, ma i lavori sono sospesi. Ci sono problemi con l’impresa? L'impresa sta frapponendo eventuali ostacoli? Se invece il problema è finanziario, la responsabilità ricade interamente sulle spalle del presidente Di Marco, al quale più volte e per mesi abbiamo chiesto di derogare al patto di stabilità», ha ricordato Rapposelli.

Uno «sforamento» al patto, tra l’altro già adottato nei giorni scorsi con un provvedimento del Consiglio provinciale e dall’assemblea dei sindaci. Alla protesta degli insegnanti, ieri poi si è aggiunta anche quella degli studenti.

Su Facebook il collettivo studentesco ha scritto che «non si può studiare e lavorare serenamente in una scuola che si allaga con due gocce d’acqua e nella quale l’intonaco si stacca dal soffitto».

Ieri, inoltre, è intervenuto anche il ministero dell’Istruzione, chiamato in ballo dai docenti dell’Ipssar dopo la visita del ministro Stefania Giannini. «L’istituto De Cecco», rilevano da viale Trastevere, «non risulta essere presente né nella programmazione degli interventi del decreto del Fare, né in quella triennale nazionale. La programmazione nazionale, approvata lo scorso 29 maggio, si basa sulle richieste e sulle segnalazioni fatte dai singoli enti locali (e dunque da Province e Comuni che sono proprietari degli immobili adibiti ad uso scolastico) e sulle relative graduatorie predisposte dalle rispettive Regioni. Questo vuol dire che nessuna segnalazione è pervenuta relativamente al De Cecco».

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