Finta commercialista raggira un imprenditore e prende possesso della sua casa

Nei guai una 47enne. Immobile sottoposto a sequestro dalla polizia in attesa della restituzione al proprietario
PESCARA. Si spaccia per una commercialista e raggira la vittima. Approfitta delle difficoltà economiche e dei debiti (nei confronti di una società di leasing e di un istituto di credito) e si appropria della casa con giardino di un imprenditore, a Pescara Colli. Ma, scoperto l'imbroglio, la polizia nella giornata di ieri (venerdì 28 maggio) esegue un decreto di sequestro preventivo e riconsegna l'immobile al legittimo proprietario.
Il provvedimento di sequestro è stato emesso dal Tribunale di Pescara. Una 47enne di origine pugliese, da tempo residente a Pescara, già conosciuta per altre vicende giudiziarie, è indagata per truffa nei confronti di un imprenditore pescarese, aggravata dall’aver causato alla vittima un danno patrimoniale rilevante. Questa la ricostruzione fornita dalle forze dell'ordine. D.L.R., spacciandosi per commercialista, agli inizi del 2020 convince la vittima ad affidarle l’incarico di provare a rinegoziare le somme dovute ai creditori. E in effetti dopo qualche mese l’imprenditore riceve una comunicazione dalla società di leasing che lo informa che il suo debito, in virtù della negoziazione della “professionista”, si era sensibilmente ridotto. Ma la documentazione, come risultato più avanti, era in realtà un falso. A quel punto D.L.R. propone allora all’uomo di cederle la proprietà della palazzina di quattro piani con giardino, che si trova a Pescara Colli, in cui risiedeva. In cambio la donna, oltre a pagare una somma in denaro, si sarebbe accollata la residuale parte di debito che l’imprenditore avrebbe avuto con la società di leasing. Nel maggio 2020, stipulato il contratto preliminare, la donna e i suoi figli si trasferiscono nella palazzina, che nel frattempo la vittima del raggiro aveva liberato dalle sue cose.
Solo nel dicembre dell’anno scorso, sempre secondo il racconto della polizia, l’imprenditore realizza di essere stato truffato poiché si rende conto che il suo debito era rimasto invariato, che la documentazione che lo faceva apparire parzialmente estinto era falsa e che era falsa anche la copia del bonifico fatto alla società creditrice a saldo del debito, che in precedenza D.L.R. gli aveva mostrato a conferma dell'efficacia della sua opera professionale. Quando la sua società riceve gli atti giudiziari della procedura esecutiva, avviata dalla società di leasing, l’imprenditore si rivolge alla Procura della Repubblica. Le indagini della squadra mobile confluiscono in un’informativa di reato in cui si riscontra innanzitutto l’inesistenza del titolo di dottore commercialista vantato dalla donna e si confermato, attraverso l’acquisizione di documentazione e testimonianze, il racconto della vittima. Sulla base degli accertamenti svolti dalla polizia, il sostituto procuratore Andrea Di Giovanni chiede e ottiene dal giudice per le indagini preliminari Antonella Di Carlo un provvedimento di sequestro preventivo dell’immobile occupato dall’indagata, ritenendolo provento di reato.
Il decreto di sequestro è stato eseguito nella giornata di ieri dalla squadra mobile. D.L.R. è stata costretta a lasciare l’abitazione affidata in custodia all’imprenditore, legittimo proprietario, in attesa della sua definitiva restituzione.

