Finto assicuratore truffa una 77enne
Città Sant’Angelo. L’uomo si è fatto consegnare 450 euro per il tagliando di un mezzo del figlio della donna
CITTÀ SANT’ANGELO. «L’assicurazione di suo figlio è scaduta, non è stata rinnovata. Se paga lei, al posto di suo figlio, le porto subito il tagliando». Era solo una recita, una bugia bella e buona. Ma una donna di 77 anni non ha pensato neppure un momento di avere di fronte un truffatore. Anzi, ha creduto di avere a che fare con un vero assicuratore. E ha accettato immediatamente di pagare, pur di aiutare il figlio. Solo in un secondo momento ha capito di essere stata truffata. E si è rivolta ai carabinieri della compagnia di Montesilvano per raccontare tutto e sporgere denuncia, facendo partire le indagini.
È successo venerdì mattina, in via Michele Palumbo. Il truffatore incontra la vittima in strada. La donna, che sta passeggiando verso casa, viene fermata dallo sconosciuto. L’uomo si muove alla guida di un ciclomotore, indossa un casco nero. Il volto è parzialmente coperto da un paio di occhiali da sole. Dice di chiamarsi Marcello. Dopo essersi presentato spiega che il figlio della donna non ha pagato per il rinnovo dell’assicurazione dell’Ape, che è scaduta. Per saldare servono 450 euro. Alla 77enne sembra tutto vero e si sente rassicurata dalla promessa del presunto assicuratore che le dice: «Se mi dà i soldi le porto subito il tagliando», con fare quasi rassicurante. La donna, convinta di fare solo del bene a suo figlio, raggiunge casa, prende i suoi risparmi e li consegna all’assicuratore o presunto tale. Lui sparisce, non torna più. Il tagliando non arriverà mai.
La donna riferisce l’episodio ai carabinieri, con i particolari (pochi) che ha memorizzato. Prendono il via le indagini per cercare di risalire all’impostore e un aiuto potrebbe arrivare dalle telecamere, anche se sono poche (e non è detto che funzionino). Per ora l’ha fatta franca, così come sono riusciti a svignarsela i truffatori entrati in azione nei giorni scorsi sempre a Città Sant’Angelo e a Picciano. Nel centro angolano una donna di 66 anni ha rinunciato all’oro che aveva in casa dopo aver saputo telefonicamente da un falso carabiniere che il figlio aveva avuto un incidente. Le sono stati chiesti 2700 euro, per il rilascio del figlio. Ci ha creduto. E poco dopo un finto avvocato si è presentato direttamente a casa, e l’ha abbindolata . Non avendo denaro contante la donna ha racimolato gli oggetti preziosi di sua proprietà e li ha consegnati, immaginando che sarebbe servito a liberare il figlio, indicato come il responsabile dell’incidente. A Picciano, invece, una 81enne è stata raggirata da due giovanissime incontrate in strada che si sono intrufolate nell’appartamento dopo aver finto un malore e le hanno rubato mille euro.
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