Fischi contro Renzi Mille in strada per gridare «No»

11 Novembre 2016

Studenti, sindacati e partiti di opposizione invadono il centro «Manifestiamo per difendere l’Abruzzo dai potenti»

PESCARA. Prima la contestazione con i fischi e i cori di protesta davanti al Circus, poi la marcia nel centro di Pescara. Nel giorno di Matteo Renzi a Pescara, in mille sono scesi in strada per dire «no».

La visita del premier Pd, cominciata con i complimenti, gli abbracci e le lusinghe di politici e imprenditori, ha incrociato la contestazione davanti al Circus durante l’inaugurazione del Festival delle Letterature: fischi, cori urlati al megafono, striscioni per dire «Renzi vattene». Una protesta che ha sbattuto contro il cordone di polizia, carabinieri e finanzieri che ha diviso i manifestanti dall’entrata del teatro gremito di esponenti e simpatizzanti del centrosinistra: attimi di tensione con i contestatori e le forze dell’ordine arrivati faccia a faccia ma nessun incidente. «Aiutateci a fare un colpo di stato», ha detto una manifestante ai poliziotti schierati in assetto antisommossa.

Poi, dopo essersi fatti sentire dai capi del Pd, i manifestanti sono andati in piazza Sacro Cuore dove è partito il corteo del «no». Davanti a tutti, gli studenti delle scuole superiori pescaresi con uno striscione che non ha bisogno di spiegazioni: «D’Alfonso-Renzi non avrete i nostri consensi». E poi manifesti, bandiere, sigle. Compresi i cittadini che, da 45 anni, aspettano il pagamento degli espropri per la costruzione dell’Asse attrezzato.

«Nu sem no», recita lo striscione del M5S parafrasando il motto dialettale pescarese «Nu sem nu»: «Noi siamo il popolo, le persone normali che democraticamente manifestano per spiegare a tutti le ragioni vere del referendum», ha detto il senatore grillino Gianluca Castaldi. «Noi stiamo difendendo la Costituzione più bella del mondo e per non renderla a uso e consumo delle lobby finanzieri. Solo votando No si possono garantire i diritti ai cittadini», gli ha fatto eco il consigliere regionale Domenico Pettinari. «No al referendum del governo Renzi-Boschi-Verdini, abbiamo il diritto e il dovere di scegliere il nostro futuro: non siamo sudditi», ha detto la consigliera Enrica Sabatini. «È in gioco il futuro della nostra regione: nel Masterplan ci sono interventi di cui l’Abruzzo non ha bisogno e diciamo no», ha affermato la consigliera Erika Alessandrini.

In prima fila anche l’ambientalista Augusto De Sanctis: «I cittadini si oppongono alle imposizioni dei potenti. Il governo appoggia le grandi lobby e i progetti che fanno gli interessi dei forti. Diciamo no per difendere il nostro territorio». In strada anche Silvia Ferrante, la mamma simbolo della protesta contro l’elettrodotto Terna: «Sono qui per dire no e sono contenta che tanti hanno fatto la stessa cosa».

I mille in corteo sono un «successo» per Maurizio Acerbo, l’ex parlamentare di Rifondazione comunista che ha lanciato l’idea di un No Renzi Day in occasione della trasferta pescarese del premier: «Una grande festa per la democrazia perché, in 48 ore, con i social network e gli sms tantissimi cittadini onesti si sono autoconvocati per dire no agli abusi di chi governa e usa le istituzioni per fare propaganda elettorale. Per dire no allo stravolgimento della Costituzione. Per dire no e difendere l’Abruzzo: con la modifica del titolo V della Costituzione, il governo potrà autorizzare le grandi imprese senza chiedere neanche il permesso degli enti locali; vogliamo difendere la sanità da chi non taglia gli sprechi ma i diritti dei cittadini».

Di fronte al serpente che ha invaso il centro di Pescara – corso Umberto, via Fabrizi, via Genova, via Firenze, via Battisti e arrivo in piazza Muzii – l’ex segretario provinciale Cgil Paolo Castellucci ha detto: «C’è tanta gente, ci stiamo risvegliando».

©RIPRODUZIONE RISERVATA