Fiume di gente per l’addio ad Alessandro

28 Luglio 2015

Gli amici portano a spalla la bara del ragazzo di 19 anni morto in un incidente. Messaggi e manifesti: non ti scorderemo

NOCCIANO. «Vincere la morte con la propria musica» e «I tuoi occhi azzurri non smetteranno mai di cantare». Sono i messaggi e i manifesti degli amici di Alessandro Luciani, il ragazzo di 19 anni di Nocciano morto sabato scorso in un incidente stradale a Rosciano. Le frasi degli amici sono state attaccate anche all’altare dal quale il parroco don Giovanni Campoverde ha celebrato i funerali del ragazzo con la passione per la musica rap. Su Youtube ci sono ancora i pezzi di Alessandro, in arte Anubi, come «Odio».

Doveva raggiungere la ditta dello zio, la Luciani Carni a Villa Badessa di Rosciano e per motivi ancora in corso di accertamento, ha perso il controllo della sua Fiat Punto schiantandosi contro un albero.

Inconsolabili i genitori Remo e Annamaria e il fratello Danilo. Gli amici, con i loro poster, hanno voluto riassumere i tratti di Alessandro: un creativo di musica rap, col piglio dell’artista intelligente che coinvolge e mostra i suoi occhi azzurri che rapiscono e incorniciano un sorriso sincero. Un fiume di gente, centinaia di giovani venuti anche dai paesi vicini, ha partecipato alla cerimonia di addio: sono stati gli amici più stretti, tra due ali di folla, a portare la bara bianca coperta con mazzi di fiori bianchi. Gli amici hanno applaudito per Alessandro, hanno promesso di portarlo sempre nel cuore e ricordarlo.

Don Giovanni, che ha concelebrato la funzione con don Giorgio Giampaolo parroco di Alanno Scalo, ha portato il saluto del precedente parroco don Massimiliano De Luca: rivolgendosi ai genitori e al fratello, il parroco ha detto che forse, in Paradiso, il Signore aveva bisogno di un rapper che completasse la sua celestiale orchestra. Poi, il sacerdote ha parlato di una delle 7 virtù elargite dallo Spirito Santo: la Sapienza, nel risvolto della conoscenza che il percorso nell’aldilà di Alessandro è quello di raggiungere il Signore e di stare vicino ai suoi familiari.

Toccanti i ricordi di due sue giovani amiche e del suo catechista che lo ha conosciuto adolescente. A portare solidarietà è intervenuto il paese intero e la piccola chiesa parrocchiale di San Lorenzo non è riuscita a ospitare l’immensa folla che è stata costretta a seguire la messa attraverso l’altoparlante esterno.

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