Fiume inquinato, chiesta una superperizia

14 Febbraio 2020

In 9 a rischio processo per gli sversamenti del depuratore, anche i familiari di due bimbi chiedono i danni 

PESCARA. Raffica di eccezioni e la richiesta di una superperizia da parte del collegio difensivo nella prima udienza preliminare del procedimento che riguarda l'inchiesta sull'inquinamento del fiume Pescara. In nove sono a rischiare il processo, oltre a due società coinvolte come persone giuridiche: l'Aca e la società "Arte della macellazione". Procedimento dove le persone offese sono state individuate nella Regione Abruzzo, Comune di Pescara e ministero dell'Ambiente, ma nessuno si è presentato nell'udienza che viene eccezionalmente tenuta dal giudice Marco Bortone vista l'incompatibilità che si è creata nel tempo con tutti gli altri giudici che si sono interessati dei vari passaggi prima della richiesta di rinvio a giudizio. Preliminarmente, l'avvocato Sergio Della Rocca si è opposto alla costituzione di parte civile dei familiari di due bambini che avrebbero avuto problemi di dermatite, derivanti appunto dall'inquinamento del mare, conseguenza degli scarichi finiti nel fiume Pescara. Eccezione accolta, anche se limitatamente alle due società coinvolte.
E lo stesso legale Della Rocca ha formalizzato anche l'indeterminatezza di due capi di imputazioni relativi alla società Aca, alla quale si sono associati anche altri difensori. Tutti hanno invece sollevato la necessità di un supplemento di perizia nelle forme dell'incidente probatorio per approfondire e aggiornare all'attualità i temi della consulenza dell'esperto nominato a suo tempo dal pm. E per questo è stato chiesto al giudice anche un differimento dell'udienza per consentire al consulente dell'Aca di completare la sua relazione così da supportare la richiesta di altra perizia con tutti gli elementi tecnici del caso.
L'accusa, sostenuta in aula dal pm Andrea Papalia, si è opposta alle richieste avanzate dal collegio difensivo sulla indeterminatezza di due dei capi di imputazione contestati, mentre invece in ordine alla nuova perizia ha escluso la sua necessità.
Bortone, ritenendo opportuno acquisire gli ulteriori elementi della consulenza di parte, si è riservato di decidere nel corso della prossima udienza, fissata al 16 aprile, sia in ordine alla richiesta di una ulteriore perizia sia sui capi di imputazione per i quali è stata sollevata l'eccezione della difesa. Nel procedimento sono coinvolti Pierluigi Caputi, in qualità di commissario unico straordinario degli Enti d'ambito della Regione Abruzzo fino all'aprile del 2016; Ezio Di Cristofaro, amministratore dell'epoca di Aca dal 2008 al 2013; Bartolomeo Di Giovanni quale direttore generale dello stesso ente acquedottistico; Lorenzo Livello, direttore tecnico; Giovanni Di Vincenzo, legale rappresentante dell'ati Di Vincenzo-Biofert; Alessandro Antonacci, dirigente tecnico dell'Ato 4 pescarese; Giuliano D'Alessio, presidente del cda della società "Macellatori Teatini Società Cooperativa", che ha gestito il mattatoio pubblico di Pescara fino al 2016; Mario D'Alessio e Francesca Gagliardi, rispettivamente direttore del mattatoio e amministratore unico della società "L'arte della macellazione". Le accuse contestate a vario titolo vanno dall'inquinamento ambientale per i plurimi sversamenti alla gestione illecita e deposito incontrollato di rifiuti, dall'inadempimento e frode nelle pubbliche forniture alle lesioni come conseguenza di altro delitto. A suo tempo, la procura fece scattare anche il sequestro di 26 scolmatori di piena dell'impianto fognario di Pescara e dell'impianto di depurazione e del relativo scarico del mattatoio comunale. Una inchiesta complessa, seguita dai carabinieri forestali, dalla guardia costiera e dalla finanza e che rese necessarie anche due consulenze tecniche per approfondire una serie di aspetti anche di carattere ingegneristico, idraulico e chimico-biologico. (m.cir.)