Florindi: non vogliamo l’ecotassa
Il sindaco ribatte alla minoranza sui ritardi del servizio rifiuti
CITTà SANT’ANGELO. «L’amministrazione del sindaco Gabriele Florindi non ha alcuna intenzione di aumentare la Tari. Questo è il dato fondamentale. Il rischio ecotassa esiste, ma come la Regione Abruzzo ha spiegato, su nostra sollecitazione, a oggi, non è certa l’applicazione di questo tributo». Così, la maggioranza comunale ribatte ai consiglieri di opposizione che hanno parlato di rischio conclamato sull’applicazione dell’ecotassa a Città Sant’Angelo, visti i bassissimi livelli di raccolta differenziata raggiunti negli ultimi anni.
Un rischio che sembra però invischiato in una nebulosa legislativa, annota la maggioranza. Che poi spiega: «Sussiste un contenzioso circa l’applicazione del tributo speciale. Le commissioni tributarie, di recente, hanno accolto i ricorsi di alcuni gestori in ordine all’applicazione dell’addizionale in assenza dell’Autorità per la Gestione Integrata dei rifiuti Urbani…». Insomma, la solita palude. La stessa, progsegue il sindaco Florindi, «contro cui il Comune di Città Sant’Angelo lotta da tempo, soprattutto per portare a termine tutto l’iter burocratico previsto per l’affidamento della raccolta differenziata domiciliare porta a porta alla società in house Linda Spa. Voglio ricordare ai colleghi consiglieri di opposizione» rimarca il proimi cittadino, «che sino alla fine del giugno scorso, tutte le procedure per la partenza del porta a porta sono state congelate a causa del Nuovo Testo Unico sulle partecipate, che aveva completamente bloccato la possibilità di assumere personale in qualsiasi caso, anche nel caso in cui, come per Città Sant’Angelo, si prefigurasse la stringente necessità di partire con il porta a porta per rispettare quelle normative che impongono un alto livello di differenziata».
Florindi aggiunge: da un lato, le leggi europee e nazionali impongono di raggiungere alti livelli di differenziata, obiettivo raggiungibile solo attraverso assunzione di personale per passare da una raccolta di prossimità a una raccolta spinta come il porta a porta; dall’altro, l’impossibilità di assumere per legge. «Ora il Testo Unico è stato modificato» prosegue Florindi, «e abbiamo rimesso il piede sull’acceleratore, ma voglio ricordare a tutti che porta a porta non è sinonimo di abbassamento drastico della Tari».

