Focolaio a Rancitelli, vertice dal prefetto

Il Comitato sicurezza oggi decide quali provvedimenti adottare. Ma Pettinari attacca: «Che cosa fanno Regione e Comune?»
PESCARA. Il caso Rancitelli approda stamane in prefettura portandosi dietro il pericoloso fardello di 4 contagi che potrebbero far scoppiare un focolaio proprio mentre la città sta rialzando la testa e trascinandosi dietro la tensione sprigionata dallo stesso rione, dove ieri uno striscione rivolto contro la stampa e un altro che denunciava discriminazioni contro i residenti del quartiere sono stati rimossi dalla Digos, che ha avviato subito un’indagine.
Il Sindacato giornalisti abruzzesi (Sga) ha condannato, in una nota, «l'ennesimo attacco alla libertà di stampa e ai doveri dei cronisti impegnati, ormai da mesi, nel racconto di tutti gli aspetti legati all'epidemia Covid-19. Si tratta di notizie correttamente verificate, ma c'è chi ritiene addirittura di bollare i giornalisti come terroristi. Sono attacchi vili, anche perché espressi in forma anonima».
Dopo la lettera denuncia del comitato “Per una Nuova Rancitelli” e la richiesta di un intervento di polizia per presidiare le case dei contagiati, sollecitato dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, oggi il sindaco Carlo Masci chiederà al prefetto Gerardina Basilicata una vigilanza particolare dell’area per evitare che la città paghi uno scotto non dovuto alla trasferta dei rom in Molise, vietata dalle norme, per partecipare a un funerale.
Ma non solo striscioni: polemiche e accuse sono rapidamente scivolate sul terreno politico, perché sul caso Rancitelli ieri è intervenuto il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari, il quale ha criticato i vertici della Regione e del Comune che, a suo dire, «dovrebbero svolgere al meglio il loro dovere».
«Prima di fare richieste alle forze dell’ordine», ha affermato Pettinari, «la Regione e il Comune dovrebbero pensare a ciò che è nelle loro competenze. La sorveglianza sanitaria dei possibili positivi al Covid dipende dalla Asl e quindi dalla Regione. È necessario attivare subito i protocolli per eseguire i tamponi e per verificare che i soggetti a rischio rispettino le condizioni di isolamento. Per questo mi chiedo se, prima di pontificare sulla stampa in merito a ciò che dovrebbero fare le forze dell’ordine, il centrodestra, in Regione quanto in Comune, abbia fatto tutto quanto di sua competenza».
«Sia chiaro», ha osservato il vice presidente del consiglio regionale, «che le Asl devono attivarsi immediatamente e per farlo devono avere gli strumenti giusti. Dall’inizio di questa epidemia chiedo che siano implementate le squadre sul campo per l’esecuzione dei tamponi sui cittadini a rischio, sia sintomatici che asintomatici, spero che almeno adesso, che nel quartiere Rancitelli si sospetta un focolaio, queste mie richieste vengano ascoltate».
«Voglio ricordare inoltre», ha continuato Pettinari, «che, sia Regione che Comune, hanno lo strumento delle ordinanze. Che cosa è stato fatto in questo senso per evitare un eventuale contagio da Rancitelli al resto della città? È stata, per esempio, predisposta dalla Regione, tramite Ater, la sanificazione degli edifici interessati dove risiedono coloro che hanno partecipato alla cerimonia funebre del 30 aprile in Molise?». «In questo momento in cui tante attività commerciali riaprono e i cittadini hanno più libertà di movimento», ha concluso, «un errore nella gestione delle ordinanze, regionali e comunali, potrebbe riportare la situazione della città ai primi di marzo, e questo davvero non possiamo permettercelo perché le economie locali sono appese a un filo». (e.r.)
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