Folla commossa per l’addio a Roberta

26 Ottobre 2023

In centinaia si sono uniti al dolore del marito e dei tre figli della 49enne. Il prete: «Vive nelle vite salvate con i suoi organi» 

PESCARA. Palloncini colorati lanciati in cielo dalle colleghe, accompagnati da un urlo liberatorio: «Ciao signò». Intorno un applauso spontaneo interrompe per un momento il dolore assordante del marito Danilo Starinieri che si stringe ai suoi tre figli Matilde, Leandro e Maddalena davanti alla bara con i fiori bianchi e la foto di Roberta Olivieri, 49 anni, moglie, mamma ed ex arbitro di calcio di serie A.
Intorno una fiumana di familiari, colleghi di lavoro vecchi e nuovi (compresi quelli della sezione pescarese dell’Aia-Figc e del conservatorio), amici e conoscenti, compagni di scuola dei suoi figli e rappresentanti del mondo dello sport e della poltica locale hanno affollato il piazzale della chiesa di San Giovanni Battista e San Benedetto Abate, in strada Pandolfi, unendosi come in un caldo abbraccio per accompagnare l’ultimo viaggio di Roberta, morta lunedì per le complicazioni di un intervento chirurgico, insieme al fratello Davide e ai genitori Maria e Lucio. Chi con un pensiero letto in chiesa per ricordare il «sorriso, la grinta e il coraggio» di Roberta, come la collega Carmelina, chi con un aneddoto sussurrato ai familiari, chi con parole di speranza e di conforto. «L’amore con il quale vi ha amati è eterno, durerà per sempre», ha scandito il parroco, don Giovanni Campoverde, durante l’omelia, «anche se non ci sarà fisicamente sarà dentro il vostro cuore, camminerà accanto a voi e vi guiderà nelle scelte, sarà per voi consiglio, forza e coraggio, come un angelo custode vi indicherà la via da seguire».
«La morte è un passaggio, anche se oggi siamo anche un po’ arrabbiati», ha evidenziato don Paolo Sabatini, insegnante di religione alla scuola Virgilio di Pescara Colli, che rivolgendosi ai figli e al marito ha citato Sant’Agostino, «Roberta oggi vive in tante altre vite che oggi ci sono grazie ai suoi organi. Siate fieri e orgogliosi, ogni volta che vedrete battere un cuore ricordate che lì c’è quello di Roberta. Sentitevi sempre uniti perché tra voi ci sarà sempre Roberta, la mamma, la sposa, che asciugherà le vostre lacrime e vi darà conforto con la sua bellezza e il dono della vita spesa completamente per gli altri. Ricordate sempre la sua gioia nel donarsi fino alla fine, donando i suoi organi agli altri».
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