Folla di persone per il ritorno di Caldarelli

25 Maggio 2021

San Giovanni Teatino, l’ex primo cittadino presenta la sua candidatura: «Ho voglia di ricominciare»

SAN GIOVANNI TEATINO. Oltre trecento persone hanno partecipato all'apertura della campagna elettorale di Verino Caldarelli, già sindaco di San Giovanni Teatino e adesso nuovamente in corsa per la poltrona di primo cittadino. Lui ha voluto presentare il nuovo progetto costruito insieme al gruppo «Una nuova mossa» con una manifestazione aperta al pubblico in piazza San Rocco, partendo da quanto fatto durante i dieci anni del precedente mandato, dal 2001 al 2011 e arrivando fino alle problematiche del giorno d'oggi.
«I ragazzi dell’associazione mi hanno riempito di soddisfazione quando hanno scelto di identificare nella mia persona la loro guida», ha spiegato Caldarelli davanti alla platea, «se sono arrivati a questa conclusione il motivo è che ciò che uno fa nella vita rimane, la storia non si cancella».
Gli stessi ragazzi dell'associazione gli hanno regalato un paio di scarpe da tennis, da indossare simbolicamente nella nuova corsa. Caldarelli ha poi spiegato quelle che sono le sue vedute sulla San Giovanni del futuro: «Vorrei rendere il Comune fruibile dalla cittadinanza, con una gestione più snella, accattivante, attenta alle esigenze dell’imprenditoria locale e delle famiglie, con un occhio di riguardo ai giovani e alle loro aspettative». Ha poi proseguito: «Siamo partiti con discreto anticipo con la campagna elettorale, questo perché il nostro non è un progetto riservato a pochi, ma vuole coinvolgere davvero tutti. Il primo appuntamento sarà sicuramente l’inaugurazione della nostra sede che, per il rispetto delle normative anti-Covid, avverrà subito dopo il 7 giugno».
Il candidato sindaco di «Una nuova mossa» ha quindi analizzato i motivi che l'hanno convinto a tornare in campo: «Ogni passione si sviluppa in maniera naturale e quella per la politica non fa eccezione. In questa naturalezza il ruolo dei genitori non è di certo secondario. Mio padre era un dipendente comunale e non appena sentiva il primo squillo del telefono, che fosse a pranzo o a cena, lui si alzava di corsa e faceva di tutto per aiutare chi si trovasse dietro quella cornetta. Dopo un’infanzia così è naturale che rimanga intrisa dentro di te la voglia di essere al servizio degli altri».
Quindi ha concluso: «Un buon amministratore deve guardare avanti, non accontentandosi di gestire le vicissitudini che appartengono alla quotidianità, ma cercando di immaginare ciò di cui il paese avrà bisogno tra 5-10 anni. Io sono pronto a correre. I giovani saranno un po’ più veloci, gli altri meno, ma tutti insieme andremo lontano». (a.d.s.)
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