Folla e dolore per Di Giovanni «Addio a un uomo speciale»

21 Gennaio 2019

Avvocati, politici, sportivi e gli attuali amministratori si sono stretti attorno alla moglie e ai quattro figli del legale scomparso sabato a soli 58 anni

MONTESILVANO. Uno struggente Adagio in sol minore eseguito al violino e una folla commossa hanno accolto ieri pomeriggio nella chiesa di Sant’Antonio il feretro dell’avvocato ed ex amministratore montesilvanese Federico Di Giovanni, morto sabato a 58 anni a causa di un male incurabile. Parenti, amici, avvocati, politici, sportivi e attuali amministratori si sono stretti al dolore della moglie Simonetta e dei 4 figli Silvia, Francesco, Stefano e Cecilia per questa prematura scomparsa che ha sconvolto la città adriatica e la vicina Pescara, dove Di Giovanni era molto conosciuto e stimato. Residente a Montesilvano Colle, l’avvocato esercitava la sua professione in uno studio del capoluogo adriatico dedicandosi in particolare al diritto commerciale, bancario e del lavoro. Ma l’avvocato era conosciuto nella sua città soprattutto per essere stato figlio dell’ex sindaco Silvino Di Giovanni e per la sua attività politica e amministrativa. Oltre ad aver ricoperto il ruolo di dirigente durante l’amministrazione Gallerati, infatti, Di Giovanni è stato anche candidato sindaco nel 1995, segretario regionale del Partito repubblicano all’inizio del 2000 e ha seduto sugli scranni del Consiglio comunale in più occasioni. L’ultima esperienza amministrativa risale al 2012 quando l’avvocato fu eletto come consigliere con la lista civica Essere Montesilvano, nella maggioranza del sindaco Attilio Di Mattia. Un’esperienza durata appena 18 mesi e alla quale è seguita la sua candidatura, nel 2014 con la lista del Pd, che però si è conclusa con un nulla di fatto. Di Giovanni è stato, inoltre, un grande sportivo e appassionato di basket, sport che si è diffuso a Montesilvano anche grazie alla sua determinazione. Una vita vissuta appieno, dunque, quella dell’avvocato, come testimoniato anche dalla chiesa gremita e dalle commoventi parole pronunciare sull’altare da una sua amica, che ne ha ricordato il carattere solare e gioviale, e dal parroco don Nando Pallini. «Federico, oltre a essere un apprezzato professionista», ha ricordato il sacerdote, «era anche un buongustaio della vita che ha avuto la capacità di vivere intensamente le relazioni e di godere delle cose belle». Tra i ricordi commossi sussurrati tra i presenti dopo le esequie, quella di Carla Nicodemi, che con Di Giovanni gestiva un albergo a Corfù. «Ho un forte dolore al cuore», ha detto commossa. «Per me è stato un amico straordinario, un socio con cui era facilissimo andare d’accordo e un avvocato capace ed equilibrato. Un uomo perfetto in ogni campo».